Pontida, la madre della finta bimba di Bibbiano risponde alle critiche inveendo contro i migranti



Utilizzare propria figlia come un feticcio utile alla propaganda politica di un politico o cercare di offrire un futuro migliore ai propri figli sarebbero due cose equivalenti. È quanto sostiene la madre della finta bimba di Bibbiano usata dalla propaganda leghista sul palco di Pontida.


Quasi a voler sottolineare che forse non era stato un errore la scelta di toglierle la patria podestà, è facendo appello al più becero razzismo che la signora sostiene che lei sarebbe migliore dei migranti perché abusa della figlia al posto di rischiare la vita per tentare di offrirle un futuro migliore.

A proposito, quanti sanno che la signora portata sul palco da Salvini vanta una condanna per "simulazione di reato" dopo che si era procurata da sola delle ferite al fine di incastrare tre innocenti? Eppure il leader padano sostiene che il suo aver finto di aver subito dei maltrattamenti la legittimerebbe a provlamarsi paladina dei maltrattati. Un po' come quando il leader leghista pubblicò sulla sua pagina Facebook il video di un bambino in lacrime che diceva fosse stata sottratto al suo "povero papà". Ma poi si scoprì che il "povero papà" aveva quasi ucciso a botte sua compagna e aveva usato il figlio come arma di ricatto. Lui non ritrattò e preferì inveire contro quei giudici cattivi si erano pronunciati per difendere il piccolo da un genitore peticoloso, violento e senza scrupoli...
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