Quella spettacolarizzazione di Bibbiano che minaccia donne e bambini



Forse in cerca di ascolti o forse intenzionato a promuovere l'idea che le inchieste giudiziarie siano inutili quando i colpevoli possono essere decisi in TV, Chi l'ha visto se ne uscito con l'ennesima puntata finalizzata alla spettacolarizzazione del caso dei bambini di Bibbiano. Il tutto accompagnati da lanci promozionali diramati sul web:


Dai commenti emerge tutta la criticità di una simile spettacolarizzazione. Se è pur vero che i fatti oggetto dell'inchiesta ancora in corso parrebbero gravissimi, preoccupante è la generalizzazione che porta molti utenti a chiedere il lavoro di tutti psicologi sia delegittimato o che ai giudici minorili sia impedita la possibilità di intervenire qualora ravvisino situazioni di pericolo per il minore.
Rincorrere la "rabbia popolare" per elevare a dogma un singolo reato commesso da un singolo gruppo criminale è un'azione che rischia di essere controproducente. Si può sostenere che uno psicologo (peraltro accusato di essere colluso ad un gruppo criminale) abbia sbagliato un'interpretazione, ma in quanti casi dei bambini sono stati salvati da interpretazioni corrette? Davvero si è disposti a sacrificare il contrasto ai crimini che avvengono tra le mura domestiche solo perché «parlare di Bibbiano» va di moda?
A sentire gli slogan di Pontida o le trasmissioni di Giordano pare quasi che in Italia non esistano genitori pedofili o pericolosi o che i giudici tolgano i figli alle famiglie per divertimento. La maggior parte delle donne che subiscono violenze domestiche ha paura a denunciare i fatti perché ha timore che gli portino via i figli: veicolare messaggi contrari alla realtà che possano consolidare quell'infondata paura significa aiutare i violenti.
In cambio di quanto audience si sarà sacrificata la sicurezza dei bambini realmente maltrattati o la sicurezza di donne pestate a sangue fra le mura domestiche? Ne sarà valsa la pena?
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