Secondo Giorgia Meloni, è colpa dei soccorritori se il suo amichetto del Papeete non ha fatto il suo lavoro



Se mai doveste incontrate Giorgia Meloni e se lei necessitasse di aiuto, rifiutatevi di salvarle la vita senza aver prima verificato la sua fedina penale o lei aizzerà i suoi haters contro di voi. È quanto si desume dal populismo con cui la leader di Fratelli d'Italia cavalca una notizia di cronaca per vomitare odio contro i soccorritori e non contro quel suo amichetto leghista che era troppo impegnato a guardare le cubiste del Papeete per verificare l'identità dei naufraghi:


nel suo populismo, la signora Meloni omette di raccontare che i tre sono stati denunciati da altri immigrati e che oggi sarebbero ancora liberi di stuprare e torturare i prigionieri dei lager libici finanziati da Salvini se non fossero stati portati qui. E pare anche che la signora non abbia problemi nel vedere che i giornali vicini alla sua area politica chiamano la comandante Rackete per nome in quel sessismo per cui le donne sono bamboline e non meritano rispetto, motivo per cui un giornalista maschio deve poterle trattare come se fosse loro sorella.
Incitati all'odio dalla loro Giorgia, alcuni seguaci della leader di Fratelli d'Italia invocano un golpe e chiedono che l'esercito occupi il parlamento per istituire un regime governato da lei e dal suo amichetto del Papeete.
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