Sono serviti oltre mille poliziotti per proteggere il primo Gay Pride di Sarajevo dagli attacchi integralisti



In Bosnia ed Erzegovina si è resa necessaria la presenza di oltre mille agenti di polizia per garantire la sicurezza dei partecipanti al primo Pride della nazione dinnanzi alle minacce e agli attacchi dei fondamentalisti anti-gay.
La parata è stata osteggiata dai soliti leader religiosi, così come Samra Cosovic-Hajdarevic (deputata del Partito dell'azione democratica) aveva incitato i suoi proseliti all'odio sostenendo che la marcia fosse un'idea "terribile" volta a "distruggere lo stato e il suo popolo". Eppure oltre duemila persone hanno sfidato quelle minacce e sono scese nelle strade di Sarajevo per rivendicare il proprio orgoglio e i propri diritti.
Un sondaggio del 2017 condotto dall'Open Center di Sarajevo ha evidenziato che il 69% dei cittadini lgbt bosniaci hanno paura afrequentare eventi pubblici o essere in spazi pubblici, mentre il 32% degli uomini gay e il 17% delle lesbiche hanno subito violenza a causa del loro orientamento sessuale.
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