Per Pillon, la sentenza della Consulta sul caso Cappato «costringe le persone a suicidarsi»



Un avvocato dovrebbe conoscere le basi del diritto, motivo per cui pare lecito sospettare la presenza di molta malafede nell'isterica reazione del senatore leghista Simone Pillon davanti all'assoluzione di Marco Cappato. Il leghista sostiene infatti che la Costituzione non valga nulla e che il legislatore dovrebbe poterla calpestare a proprio piacimento senza che i giudici possano obiettare alle norme che calpestano i suoi principi. Ricorrendo alla sua proverbiale arroganza, Pillon ha scritto:

La Consulta ha di fatto aperto la strada al suicidio di Stato, scavalcando le prerogative del parlamento e sostituendosi al legislatore. È sconcertante che decisioni tanto delicate siano prese a colpi di sentenze.
La vita umana è sacra e inviolabile. Ci batteremo perché le persone malate o in situazioni di sofferenza non siano mai tolte di mezzo ma possano in ogni situazione avere sostegno, supporto e terapie antidolore per poter lasciare serenamente questa vita senza esser costretti a suicidarsi.
Qualcuno porterà per sempre questa decisione sulla coscienza

Se Pillon si fosse quantomeno informato, forse saprebbe che non è certo la la prima volta che la Corte Costituzionale viene chiamata a intervenire dalla Corte d’Assise di Milano. E non meno grave è come il leghista paia voler nasconde ai propri seguaci che il 23 ottobre 2018 la Consulta aveva concesso al governo un anno di tempo per legiferare in merito: il fatto che i leghisti si siano guardati bene dal farlo perché troppo impegnati a farsi campagna elettorale dalle spiagge del Papeete non significa che i malati debbano veder violati i propri diritti costituzionali solo perché lui spera che basterà ignorare i loro bisogni per continuare ad infliggergli inutili sofferenza.
È dunque pretestuoso il suo spergiurare che la Consulta abbia «scavalcato» il legislatore , così come pare tragicomico che Pillon si lanci nel parlare di persone «costrette a suicidarsi» anche se è evidente che la sentenza non costringa nessuno a suicidarsi.
Interessante è anche il suo sostenere che «la vita umana è sacra e inviolabile» solo quando non si tratta di quei migranti che il suo partito sequestra ed abbandona in mare, così come solo un disinformato potrebbe tentare di sostenere che esisterebbero antidolorifici capaci di alleviare la agonie di malati terminali su cui la morfina non ha più alcun effetto.
Immancabile è anche l'anatema con cui Pillon chiede che il rispetto della libertà di scelta dei malati ricada su chi ha rispettato la loro volontà anziché imporgli il suo volere. E tra anatemi, spergiuri e fals e testimonianze, il leghista spiega che lui è contrario alla libertà di scelta perchè lui esige che glia siano obbligati a fare quello che dice lui.
Nel mentre, i suoi seguaci commentano il suo delirio citando passi biblici decontestualizzati e invocando la madonna di Medjugorje per combattere «satana».
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