Umbria. La candidata leghista e la bufala dei contributi pubblici «per insegnare il gender nelle scuole»



Pare che la condanna per diffamazione aggravata inflitta al senatore leghista Simone Pillon non abbia insegnato nulla ai leghisti. O forse valutano che l'esborso per quelle condanne sia inferiore al profitto personale che contano di trarre dalla promozione di paure irrazionali basate sull'omofobia... fatto sta che la candidata leghista Manuela Poletti ha pubblicato sulla sua pagina un post in cui sostiene che «nel 2018 la Regione stanzia 50 mila euro da destinare alle associazioni LGBT per insegnare il gender nelle scuole».
Il messaggio rientra in quella dialettica tutta leghista che mira a far leva sull'egoismo dei propri elettori, illudendoli all'idea che possano trarre profitto personale dalla discriminazine delle minoranze. E se per «insegnare il gender» bisognerebbe quantomeno comprendere che cosa intendano loro con quel termine, a sbugiardare la macro-bufala leghista ci ha pensato il presidente di Omphalos, Stefano Bucaioni, che dal suo profilo Faceook risponde: «Cara candidata Manuela Puletti-Lega Umbria, si informi bene prima di riportare notizie false e strumentali: la Regione Umbria non ha mai destinato 50 mila euro né ad Omphalos né a nessun altra associazione LGBTI per le attività nelle scuole».
Ora i legali del circolo Omphalos stanno valutando se intraprendere azioni legali contro la candidata, promettendo che eventuali risarcimenti saranno impiegati proprio in progetti nelle scuole come avvenuto nel caso dei soldi con cui Pillon li ha dovuti risarcire.
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