Dopo la battaglia delle merendine, Salvini fa la la guerra ai tortellini



Lasciato il Paese in ginocchio dopo 14 mesi di campagna elettorale a spese dei contribuenti, il leghista Matteo Salvini è tornato a ribadire che ogni sua azione è contro qualcuno e mai per qualcosa.
Dopo aver sostenuti che i bambini italiani debbano essere infarciti di zuccheri saturi perché lui si diverte a ridicolizzare l'ipotesi di una tassa sugli zuccheri (peraltro introdotte anche dal suo amico Orban in Ungheria), è concentrandosi sull'annoso problema dei tortellini che il leghista è tornato a basare le sue feroci invettive sull'idea che l'latro debba essere ritenuto una "minaccia" a quella che lui sostiene sarebbe la "supremazia" del maschio eterosessuale padano di pelle bianca. Peccato che poi il ricco leghista abbia  portato in Lussemburgo il suo cospicuo patrimonio personali quasi come se la sua ideologia sovranista non valesse quando di mezzo ci sono i suoi interessi personali.
Intenzionato a cavalcare qualunque pretesto possa permettergli di aizzare i suoi proseliti all'odio razziale, è durante il suo comizio di Attigliano che si è scagliato con inaudita ferocia contro il vescovo che ha osato proporre piatti inclusivi verso l'intera cittadinanza. Sbraitando che lui vuole scofanarsi carne di maiale alla faccia di chi non la mangia, il leghista ha dichiarato: «Per il rispetto, il vescovo di Bologna ha lanciato i tortellini senza carne di maiale. È come dire il vino rosso in Umbria senza uva per rispetto. Vi rendete conto che stanno cercando di cancellare la nostra storia, la nostra cultura?».
Se qualcuno potrebbe osservare che anche Giovanni Rana produce tortellini  senza maiale senza che quei prodotti suscitino isterie tra miliziani leghisti, Salvini pare aver raggiunto il suo obiettivo nell'ottenere commenti social che inneggiano al genocidio come punizione verso chi non verrà discriminato, incuranti di come solo un depravato potrebbe condannare l'Italia a dover subire sterili polemiche e rantoli di uro odio persino davanti a dei semplici tortellini preparati per la festa del patrono. Il tutto nel tentativo di sostenere che lui vuole una società che non abbia rispetto per chi non risulta conforma al modello leghista, propinandoci pure il selfie in cui si vanta di aver versato ragù in scatola su dei tortellini con il preciso intento di offendere chi ha diverse tradizioni religiose e quei «professoroni di sinistra» a cui lui preferisce gli ignorantoni di estrema destra:


Un persona normale mangerebbe ciò che vuole, lui pare non riuscire manco a pranzare senza sperare che il suo piatto possa creare odio contro qualcuno. E chissà se Salvini obbligherà i suoi ospiti vegani a trangugiare carne animale dicendo  che lui non si sottomette e non deve risietto a nessuno.
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