La spassosa teoria dei proseliti di Francesca Totolo



Dopo giorni di insulti, minacce ed attacchi squadristi, un seguace di Francesca Totolo ha illustrato la curiosa e divertente teoria che li porta a sostenere che la gran sacerdotessa di CasaPound sarebbe stata «diffamata» da un nostro articolo che riportava integralmente un suo tweet perché:


Secondo il soggetto, chiedere la legalizzazione di qualcosa o chiedere che si abolisca la legge che rende reato quella cosa sarebbero due cose «ben diverse». In altre parole, sarebbe come sostenere che chiedere la legalizzazione dello stupro sia male, ma chiedere la depenalizzazione del reato di stupro andrebbe bene perché da loro ritenuto una «cosa ben diversa».
Ovviamente minaccia pure processi e denunce in quell'uso intimidatorio della giustizia che tanto piace all'estrema destra, ormai solita far leva sui costi della giustizia per cercare di impaurire chi osa esprimere opinioni a loro sgradite indipendentemente dalla sussistenza di una reale accusa (si pensi  anche solo a come Salvini abbia praticamente denunciato tutti senza mai portarsi a casa una sola vittoria, facendo intendere che lui è ricco e se lo può permettere mentre il dissidente povero dovrà tacere o lui cercherà di mandarlo in rovina obbligandolo a pagarsi una avvocato).

Nel caso specifico, il reato di cui la Totalo avrebbe «semplicemente chiesto l'abolizione» è la legge 14 luglio 2017 n. 110, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.166 del 18 luglio 2017. In quella sede il nuovo art. 613-bis c.p. punisce con la reclusione da 4 a 10 anni chi “con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minorata difesa…, se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona”.
Eppure i suoi seguaci dicono che chiedere la cancellazione di quel reato non significherebbe chiedere la legalizzazione di quanto lì espressamente vietato.

Ma non è finita qui. Mentre il proselito della signora Totolo sostiene che noi avremmo dovuto dire che la signora Totolo aveva «semplicemente ha chiesto l'abolizione della legge sul reato di tortura» con tanto di screenshot a sostegno della sua teoria, è senza aver mai palesato il motivo della sua contestazione che la sua pupilla chiedeva imprecisate «rettifiche» a chiunque avesse ostato sostenere che lei chiedesse «l'abolizione del sul reato di tortura», Insomma, lei sostiene che sarebbe calunnioso affermare ciò che i suoi stessi proseliti hanno capito dalle sue parole:


Ridiamoci su che è meglio.
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