L'ex moglie racconta: Salvini fischiato al suo matrimonio mentre si divertiva ad intonare cori razzisti contro gli invitati



«Al taglio della torta, ha indossato la maglietta verde e insieme ai suoi amici ha cominciato a cantare cori antimeridionali, con tutti i miei parenti che hanno cominciato a fischiare». Così l'ex moglie di Matteo Salvini racconta il suo matrimonio col tizio che diceva di credere alla Padania e che faceva soldi vendendo odio contro chiunque vivesse al di sotto del Po (ossia gli stessi a cui oggi chiede voti mentre vende odio contro chi vive sotto Lampedusa)
Se basterebbe anche solo questo racconto a comprendere perché il sedicente "difensore della famiglia tradizionale" sia stato mollato ed abbia ripiegato su ragazzine sempre più giovani, emerge anche il profilo di un uomo incapace di pensare agli altri prima di dare libero sfogo ai suoi più bassi istinti. Che siano parenti, meridionali, persone che scappano dalla guerra o poveri che cercano rifugi di fortuna, per lui chiunque viene dopo di lui. Un'ideologia chiara anche nel suo motto politico che mira a promettere fantomatiche liste di privilegi dettati da un presunto diritto di nascita (anche se poi l'applicazione della sua ideologia ci porta ad assistere ad un Salvini che regala soldi ad un ex brigadista agli arresti domiciliari mentre impedisce ad un onesto lavoratore di aver avere diritti civili).
Tutto ci porta dunque a concludere l'ovvio, ossia che Salvini si ponga come espressione del bulletto che sa essere la più bestia fra le bestie, il mediocre che esalta la mediocrità mentre si finge "uomo del popolo" nonostante abbia ingenti quantità di denaro investite rigorosamente all'estero.
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