Lo sciacallo. Adinolfi paragona le famiglie gay alla sharia e chiede siano vietate in nome di Bibbiano



Secondo il pensiero espresso da Mario Adinolfi, la genitorialità non significherebbe crescere un figlio deriverebbe dal potersi vantare di aver trombato sua madre. Davanti ai tanti bambini che vengono abbandonati dai genitori biologici e che crescono con altri genitori, lui è quello che dice che il vero genitore è quello che è scappato dopo il coito e non chi per quarant'anni ha cresciuto il figlio, si è svegliato la mattina per portarlo a scuola e stava con lui quando si sentiva male.
E dato che l'altra ossessione del fondamentalista sedicente "cristiano" è chiedere che i figli siano imposti a chi non li vuole che siano negati a chi li cerca attraverso enormi sforzi, attualmente risulta impegnato nel pretendere che alcuni bambini siano privati dalle stesse tutele che lui esige siano garantite alle sue figlie (ovviamente in virtù di come lui si sia portato a letto le loro rispettive madri) gettando fango contro la possibile decisione della Consulta riguardo alla vicenda di due donne, una statunitense e l’altra italiana, sposate negli Usa, che hanno deciso di avere un figlio ricorrendo in Danimarca alla fecondazione assistita eterologa.
Forse a corto di vere argomentazioni o forse intenzionato a cavalcare le isterie create dalla falsa propaganda di estrema destra, dichiara: «Bibbiano farà il suo ingresso in Corte Costituzionale, perché salutando una norma che accetta la finta genitorialità, si costruisce una ideologia».

Se pare assurso che a voler stabilire cosa sia una "finta genitorialità" sia quel tale che manco prende il telefono e scarica sua figlia attraverso un messaggio pubblico lasciato su Facebook in cui le dice che lui è troppo impegnato per andare a vedere il suo concerto (alcuni padri non naturali sarebbero arrivati in elicottero pur di condividere quel momento, ndr), da voltastomaco è quell'insulso riferimento a Bibbiano anche se non si capisce quale nesso dovrebbe esserci.

Poi, una volta finito di abusare dei bimbi di Bibbiano bella speranza di trarne profitto, il fondamentalista inizia a giocare a fare il costituzionalista, alterando l'articolo 29 della Costituzione in base al suo sostenere che naturale sarebbe sinonimo di pene che penetra una vagina:

Ci si regoli come per la sharia. Prevale la Costituzione italiana. Su 220 paesi, ammettono il matrimonio omosessuale soltanto in 18. Speriamo che la Consulta non decida in favore delle due aspiranti madri perchè dal mio punto di vista, come dicono i sani detti popolari, 'di mamma ce n'è una sola'. Non ci sono ragioni in diritto che tengono  perché non ci sono ragioni in natura per cui si possa dire che un figlio sia stato partorito da due donne e perché dal punto di vista del diritto non esiste alcuna formula familiare riconducibile a due donne: l'articolo 29 spiega infatti che la famiglia è la societa naturale fondata sul matrimonio.

Dovessimo dar retta al suo ragionamento, potremmo osservare che la Costituzione dice "sul matrimonio" e "non sui matrimoni", motivo per cui sarebbe lecito sostener che la sua seconda famiglia non debba essere ritenuta tale, che le sua terza e seconda figlia non meritino gli stessi diritti della prima.
Se poi si considera come l'omosessualità è una naturale  variante del'orientamento sessuale, potremmo anche azzardare che una famiglia gay sia molto più vicina alla definizione della Costituzione rispetto alla sua, dato che lui deve modificare il testo per introdurre la sua situazione mentre un matrimonio gay rientrare al 100% in quel testo.
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