Siamo alla follia. Ora Salvini incolpa Renzi per le sue coliche


Matteo Salvini è l'uomo che si è inventato la gogna social per i dissidenti, sposti a minacce di morte e abusi per aver osato contestare la sua propaganda. È quello dei "sinistronzi", delle "zecche rosse" e della cittadinanza da cui deriverebbe un presunto diritto alla sopraffazione di chi è vittima di abusi e guerre.
Eppure oggi fa la vittima, piagnucolando che lui non non può reggere la fatica di un confronto televisivo dato che che lui preferisce i monologhi gestiti da fedelissimi che gli servano opportunità con cui ripetere a pappagallo quegli slogan che si è fatto scrivere dal Morrisi. Sostenendo di essere stato colpito da delle coliche renali, il leader padano ha iniziato a starnazzare che sia stata tutta colpa di Renzi: «Lui ha insultato per un’ora -ha sbraitato durante il suo comizio di oggi- e quindi non so se il fisico alla fine ha reagito a questi insulti, però andiamo avanti. A me non pagano per litigare ma per pensare ai problemi degli italiani e per dimostrare che la Lega li risolve».
Se non è chiaro quali problemi abbia risolto la Lega in quei 14 mesi in cui l'ex ministro padano non pagava manco gli straordinari alla polizia perché troppo occupato a cercare consensi con manovre economicamente insostenibili, immancabilmente Salvini ha colto l'occasione per inveire contro i migranti quale unico "argomento" alla base del suo consenso: «Nelle ultime 24 ore sono arrivati 350 immigrati e possiamo dire che se il Governo di sinistra riapre i porti a questo ritmo torniamo ai disastri di due-tre anni fa».
E con lui non sarebbero arrivati? Li avrebbe affogati come chiedono alcuni suoi proseliti? E in che modo lui avrebbe «risolto» il problema con sequestri di persone che non hanno mai fatto diminuire gli sbarchi mentre lui distribuiva in Europa un decimo dei migranti che oggi vengono accolti da altri stati?
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