Umbria. La candidata di Fratelli d'Italia viola la legge che tutela la privacy dei cittadini per chiedere un voto ai malati di tumore



Un'azienda privata che usasse in modo improprio un dato personale rischia una multa pari al 4% del suo fatturato. Ma dato che gli amici e le amichette di Giorgia Meloni sembrano essere parte della casta e dato che non sembrano particolarmente interessati alla legalità, ecco che la candidata di Fratelli d’Italia umbra chiamata Raffaella Pagliochini ha inviato un messaggio a una serie di utenti che avevano partecipato a una raccolta fondi per una donazione per il reparto di oncoematologia dell’ospedale di Terni, confessando candidamente di essersi salvata sulla sua rubrica Whatsapp quei numeri senza avere alcuna autorizzazione o diritto.
Se si può provare scommettere che la sua "azienda" rappresentata da Fratelli d'Italia non verserà il 4% del suo fatturato come multa dato che la casta non sembra soggetta alle stesse leggi che vengono imposte ai cittadini, una candidata che si mette a chiedere un voto ai malati di tumore nella speranza di trarne un profitto personale è un fatto che non necessita commenti.

A denunciare l'accaduto è la pagina Facebook “Cornelio Tacito. From Terni to dintorni”:


Tra i commenti, la stessa Pagliochini ha sostanzialmente ammesso di aver mandato quai messaggi illeciti e di aver usato in modo improprio dei dati personali protetti dal Gdpr. Eppure pare surreale come la candidata di Fratelli d'Italia si proclami estranea alla malafede e senza alcuna pretesa, incurante di come il suo un voto paia rientrare nella definizione di "pretesa":


Secondo la legge, se gli utenti non hanno espressamente consentito al trasferimento dei loro dati a fini di marketing da parte di un partito politico, l'uso di quei dati sarebbe una sfacciata violazione del regolamento dell'Unione europea in materia di trattamento dei dati personali e di privacy, adottato il 27 aprile 2016, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il 4 maggio 2016 ed operativo a partire dal 25 maggio 2018.
1 commento