Coronavirus, la Raggi manderà l'esercito a sanificare le chiese. Ma chi paga?


Alcuni giorni fa Jacopo Coghe, in qualità di presidente di un'organizzazione transofoboica patrocinata dalla Lega, tentò di strumentalizzare la messa per promuovere i populisti. Nel video che diffuse in rete, alcuni figuranti piagnucolavano che a loro non fregava nulla della salute pubblica e che loro volevano andare a messa ed erano disposti a sanificare personalmente le panche tra una funzione e l'altra.
Ebbene, ora che lai Cei è riuscita ad ottenere la ripresa delle messe contro il parere del papa, quelle promesse paiono svanite nel nulla e la sindaca Virginia Raggi annuncia che sarà l'esercito italiano a provvedere alla sanificazione delle aree circostanti le chiese così come le è stato richiesto dal Vicariato. Inutile a dirsi, pare facile immaginare che i costi saranno a carico dei cittadini e che i militari saranno sottratti alla loro pubblica utilità per lavorare come manodopera al sevizio si una sola confessione religiosa (quasi non gli bastasse l'8 per mille che lo stato versa nelle loro casse oltre a tutti gli altri fondi destinati alle ristrutturazioni, agli oratori e alle loro attività commerciali).
Ben diverso è il tenore per tutti quei commercianti che ancora non potranno alzare la saracinesca: non solo non percepiscono l'8 per mille, ma la sanificazione dei loro locali se la dovranno pagare di tasca propria.
Non è stupefacente vivere in uno stato in cui i vescovi avanzano pretese a danno della collettività e poi pretendono pure di lasciare il conto da pagare?
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