Meloni e Salvini in piazza contro la legge sull'omofobia: «Gli omosessuali in Italia? Non sono discriminati»


I populisti Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno partecipato alla manifestazione integralista a sostegno dei crimini d'odio, offrendosi di minimizzare la gravità delle aggressioni ai danni di quegli italiani che loro non vogliono possano essere tutelati.
Salvini si è fatto accompagnare dal solito senatore Simone Pillon, il leghista che da anni risulta impegnato nella promozione dell'agenda integralista di Brian Brown contro i diritti di donne, gay e bambini, C'erano poi alcuni esponenti del partito omofobo di Adinolfi, i membri dell'organizzazione forzanovista Provita Onlus e il solito Massimo Gandolfini. Dalle foto si evince come quasi tutti loro fossero rigorosamente senza mascherina, evidentemente intenzionati a dare il cattivo esempio per compiacere la propaganda populista che fa leva sull'egoismo dei loro elettori per far sentire legittimato chi non vuole fare la sua parte nel contrasto al Coronavirus.
Se la loro presenza è già vergognosa, surreale è come Giorgia Meloni abbia persino avuto il coraggio di dichiarare ai giornalisti che i gay non sarebbero discriminati. Peccato che le aggressioni si susseguono e le richieste di aiuto alla Gay Help Line siano aumentate del 9% nel corso degli ultimi 12 mesi. Ma lei, da donna eterosessuale di pelle bianca, dice di non vedere l'odio subito dagli altri.

Jacopo Coghe, co-presidente dell'organizzazione forzanovista Provita Onlus, ha scritto sui social che per lui l'odio sarebbe una "libertà" anche se la sua organizzazione è nota per la sua abitudine ad usare accuse di "blasfemia" per intentare cause intimidatorie contro chiunque ostacoli i suoi piani.


Dalla fotografia si vede che le persone sono ammassate davanti all'obiettivo, ma risultano evidentemente poche. Interessante è anche osservare come tutte le manifestazioni della lobby integralista si basino sul sostenere che l'odio sarebbe "libertà si espressione", ma poi prestampano i cartelli che distribuiscono ai presenti per impedire che qualcuno possa manifestare troppo liberamente il suo pensiero dato che loro rischierebbero di non fare una bella figura se si sapesse quali sono le reali rivendicazioni dei loro proseliti.
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