Zaira Bartucca dice che la disforia di genere non esisterebbe perché glielo avrebbe detto Silvana De Mari


Oltre a lodare la transfobia di Orban e raccontare che i gay vorrebbero eliminare gli eterosessuali, la giornalista populista Zaira Bartucca è stata persino capace di inventarsi che il DDL Zan-Scalfarotto parlasse di «orientamento pedofilo». Ovviamente la sua affermazione è falsa esattamente come false solo le balle che lei si è inventata contro di noi, ma evidentemente la sua "etica" populista non le ha impedito di spacciare per un testo di legge quello che in realtà era un emendamento derisorio contro i gay che fu depositato anni fa da Giorvanardi.
Inoltre pare che la signora abbia una vera e propria passione per la false di pedofilia, come dimostra il suo aver rivolto quelle infamanti accuse contro chiunque osasse esprimere opinioni a lei sgradite. Ha infatti rivolto quell'infamante accusa contro Gayburg, il Butac, la Lavazza, Sky e il TgCom. Ha sostenuto che l'educazione al rispetto «sembrano strizzare l’occhio alla pedofilia o consigliare pratiche omosessuali» e ha dichiarato di voler far arrestare per «pedofilia» chiunque parlasse di un ragazzo che è stato spinto al suicidio dall'omofobia.
Ora la troviamo su Twitter pronta a sostenere che chi non reprime l'identità di gente dei bambini andrebbe ritenuto pedofilo. Ed è tragicomico come a sostegno della sua tesi abbia citando un improbabile articoletto del suo sito:


Sapere chi sarebbe questo «medico e psicologo»? Ovviamente la solita Silvana De Mari, ossia la tizia che non ha mai esercitato come psicologo e che è attesa di un procedimento di espulsione per le teorie fantascientifiche che la vedono sostenere che l'omosessualità sarebbe un "vizio appreso" che lei dice possa essere "disappreso" attraverso i metodi proposti dalle fantomatiche "terapie riparative" dell'omosessualità di Joseph Nicolosi.

Nella sua intervista, la signora Silvana De mari non si risparmia dalla sua solita propaganda. Contro la Triptorelina, dice che «Serve per trattare la cosiddetta disforia di genere, che si verifica quando qualcuno vuole appartenere all’altro sesso. In casi come questi, la mente non accetta il corpo. Ma la mente nasce dal corpo e quindi deve accettare necessariamente il corpo».
Ovviamente pare folle parla di «voler appartenere», ma la propaganda integralista nega che esista una percezione e si sono inventata saremmo davanti ad una "pretesa" di persone che farebbero meglio a non esistere dato che loro non accettano chiunque non sia espressione di loro stessi, delle loro ideologie e dei loro pruriti sessuali.

La De Mari passa a sostenere che «l’espressione disforia di genere è stata inventata da pochi decenni. Una volta inventata la parola il cervello umano funziona sull’imitazione e sull’auto-suggestione. Più noi parliamo di disforia di ragazzini che vogliono essere ragazzine e viceversa, più la gente se ne convince. Non è difficile convincere una persona di qualcosa, soprattutto un bambino. Queste persone sono perfettamente sane e normali. Hanno cromosomi normali, sistema endocrino normale e corpi normali. La mente non accetta il proprio sesso e dunque non ha funzionato qualcosa nel processo di identificazione col genitore del proprio sesso».
Ed ancora, continua a raccontare che le persone diventerebbero transessuali perché convinte dalla TV, anche è curioso non ci spieghi perché esistano anche laddove si rischia di essere condannati a morte per volere dei leader religiosi. Dice la De Mari: «Le campagne di comunicazione e la narrazione che si fa. Alcuni canali commerciali non parlano d’altro che di bambini che vogliono essere bambine e viceversa. I trans di successo, per così dire, sono pochissimi e vengono presentati sui giornali femminili o nei contest musicali come persone meravigliose. La loro volontà ha vinto su tutto, sesso biologico incluso. Ma noi questa guerra non dobbiamo farla al nostro corpo. L’essere umano è una fusione di cultura e natura, e questi due aspetti non devono litigare tra di loro».

L'intervista prosegue con domande surreali

Per quanto riguarda i mutamenti culturali, com’è possibile che siamo passati dal considerare l’omosessualità una malattia alla situazione di oggi in cui essere “gay” è quasi una moda?
L’omosessualità è tipica di persone sane che però hanno un comportamento disfunzionale di cui diventano dipendenti. A livello psicologico si realizza un’attrazione verso lo stesso sesso che è quasi fisiologica e quasi normale in moltissime persone in età puberale o adolescenziale. E’ un sistema di madre natura, perfino, che ci dice “senti, allenati all’idea di una relazione anche con qualcuno del tuo stesso sesso. Quando ti sei allenato, poi passi alle relazioni vere”.


Stiamo parlando di un tipo di rapporto come può essere quello con l’amica del cuore da bambine o da ragazzine?
Esatto, l’amica del cuore! Io avevo l’amica del cuore che se non mi telefonava tutte le sere ci stavo male. Se lei andava da qualche parte senza di me, o mio dio, era la fine. E’ proprio una sorta di innamoramento. Per esempio una bellissima relazione tra due maschi è quella che c’è ne L’amico ritrovato di Fred Uhlman. Al protagonista quando vede l’amico batte il cuore. Queste amicizie tuttavia restavano sul piano platonico e la crescita sistemava tutto. Il tuo amico diventava poi il padrino dei tuoi figli e la tua amica del cuore quella di cui continuavi a essere amica anche da sposata.


Come mai oggi le cose si normalizzano con meno frequenza?
Oggi si va al pratico, ma soprattutto si resta incastrati in un ruolo, in particolare se per un qualche motivo il ragazzo o la ragazza non è riuscito come detto a identificarsi completamente col genitore dello stesso sesso o se è stato aggredito dai pari. Il ragazzino un po’ più timido che viene preso in giro magari perché non vuole giocare a calcio, poi rimane incastrato in un ruolo. Oppure un’esposizione precoce alla pornografia che è di una violenza bestiale contribuisce ad allontanare dal sesso sano. Più è forte in una Nazione la pornografia che contribuisce a farci sentire inadeguati, meno si fa l’amore e meno nascono i bambini. La gente resta quindi incastrata in un ruolo tutta la vita. Ti dicono devi accettare la tua omosessualità, va tutto bene. Se non lo fai, sei fuori. Basti pensare alle persecuzioni cui sono sottoposte persone come Nausica Della Valle.

Il riferimento è all'inviata di Del Debbio che dice di essere "guarita" dall'omosessualità dopo che in chiesa le avrebbero detto che Dio la riteneva "un abominio". Ed è curioso si dica che "normale" sarebbe sinonimo di "eterosessuale"

A quel punto Silvana De Mari riparte con la sua solita litania sul fatto che i gay sarebbero portatori di malattie come Salvini è solito dire dei migranti: «I rapporti anali provocano malattie, sia sull’uomo che sulla donna. Il tubo digerente serve per digerire, e se usato per altro si ammala. L’ano ha una mucosa sottilissima che si lacera facilmente, per cui il rischio di malattie sessualmente trasmissibili di moltiplica per venti. Inoltre nell’eiaculazione ci sono virus e batteri, che per la stessa conformità dell’ano vengono assorbiti facilmente».

davanti a chi fa notare alla populista zaira Barticca che l'articolo è di una estremista, è mostrando di essere una "giornalista" che ha evidenti difficoltà a comprendere la lingua italianaia che signora Barzucca si auto-attribuisce paroel riferite alla signora De mari durante un processo per poi sbraitare che sarebbe colpa della legge Zan e di una fanomartica "lobby gay":


E per chi dissente arrivano i soliti insulti di quella Deb che nei giorni scorsi ipotizzatmvache ci sarebbe potuto «capitate qualcosa di brutto» se non avessimo smesso di sbugiardare le bufale diffamatorie che la sua amichetta si era inventata contro di noi:


Poi questi sono quelli che dicono di difendere i reati di matrice omofoba perché dicono di voler "difendere la libertà di oponione". Ma poi vediamo con quanta violenza vogliano ridurre al silenzio chi non si sottomette alla loro ideologia e al loro pensiero unico.
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