Saviano commenta le parole del Papa a sostegno delle unioni civili


Se sulle reti di propaganda populista c'è un Del Debbio che invita Mario Adinolfi a dare la sua falsa testimonianza contro le parole di Papa Francesco a sostegno delle unioni civili, da Fabio Fazio è Roberto Saviano ad aver commentato i fatti parlando di un momento storico perché «a pronunciarle, per la prima volta nella storia, è il capo della Chiesa» mentre «in tutto il mondo sono solo 43 gli Stati che riconoscono ufficialmente le unioni tra persone gay; sono oltre 70 quelli in cui l’omosessualità è considerata reato, e in almeno 6 di questi può essere punita con la pena di morte».
Lo scrittore ha poi ricordato in quali atroci modi siano stati massacrati i gay, dove un amore poteva costare il rischio di essere «impalato, arso vivo, squartato, decapitato, impiccato, lapidato, accecato, evirato, deportato nei lager e marchiato col triangolo rosa, deportato nei gulag, esiliato, confinato, ricoverato in manicomio, incarcerato, stuprato, torturato, perseguitato, violato nella sua dignità e nei suoi diritti nel nome del costume, dell’ideologia, dell’ordine pubblico, dell’etica, della religione».
Secondo Saviano, con le sue parole Bergoglio «sta dicendo alla politica: non potete discriminare gli omosessuali in nome della religione cattolica, non potete strumentalizzare la religione per applicare le vostre politiche omofobe».
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