Si è concluso il festival Divergenti, ecco i vincitori


Con una straordinaria partecipazione di pubblico, si è conclusa la decima edizione di Divergenti, il più longevo festival cinematografico in Italia e uno dei pochi in tutto il mondo, interamente dedicato all’immaginario trans, che per la prima volta, si è tenuto completamente online sulla piattaforma della DER – Documentaristi Emilia Romagna docacasa.it, con la direzione di Nicole De Leo e Porpora Marcasciano.
Nella serata di sabato 28 novembre, in diretta Zoom e Facebook, la giuria composta da dalla fotografa Lina Pallotta, dalla regista e attivista Giorgina Pi e dallo scrittore e giornalista Jonathan Bazzi, alla presenza della direzione e dello staff organizzativo del festival, ha annunciato i vincitori scelti tra gli undici titoli del concorso internazionale: Alice Junior di Gil Baroni è il Miglior Film della decima edizione di Divergenti; mentre tre menzioni speciali vanno a Indianara di Aude Chevalier-Beaumel e Marcelo Barbosa, Sunken Plum (Prugna d'acqua dolce) di Xu Xiaoxi e Roberto F. Canuto e Lingua Franca di Isabel Sandoval. I film vincitori sono disponibili sulla piattaforma fino alle ore 10 di lunedì 30 novembre.
Successo anche per la nuova sezione del festival dedicata ai Vlog, ovvero brevi racconti video in forma di diario o blog, che come ha ricordato Richard Thunder, presidente del comitato di selezione, dimostra quanto la pratica dell’autonarrazione sia importante soprattutto tra i giovani della comunità trans, per riappropriarsi di una narrazione spesso lasciata a esperti, medici e psicologi.


Di seguito tutti i film vincitori con le motivazioni.

Miglior Lungometraggio a:
Alice Junior di Gil Baroni
Con la seguente motivazione: Perché legge l’esperienza della transizione, dell’isolamento adolescenziale e del bullismo in un Brasile differente da quello più rappresentato, con una nuova generazione protagonista, le sue pulsioni e i suoi linguaggi, senza il sistema giudicante verso gli adolescenti e le loro abitudini, offrendo un’alternativa, anche emotiva, alle narrazioni più classiche su questi temi. Un’opera pop luminosa e intelligente, capace di parlare a tante e a tanti, con delicatezza, originalità e ironia, ma senza mai penalizzare la profondità dei temi in campo.


Menzione speciale a:
Indianara di Aude Chevalier-Beaumel e Marcelo Barbosa
Con la seguente motivazione: Per lo sguardo diretto, senza retorica, nel raccontare la vita di una grande attivista contemporanea e il suo coraggioso progetto di alleanza umana e politica nel Brasile di Bolsonaro. Le lotte, le complicità tra amiche e amici, fino alla violenza della storia che irrompe: Indianara è un inno alla resistenza attraverso l'amore che tiene insieme le comunità. Un’opera che non rifiuta le contraddizioni, ma le immette tutte nel movimento vitale che punta a un mondo più libero e giusto.

Menzione speciale a:
Sunken Plum (Prugna d'acqua dolce) di Xu Xiaoxi e Roberto F. Canuto
Con la seguente motivazione: Per la poesia che riverbera nella tensione tra la realtà poco conosciuta della Cina rurale e la contemporaneità. Un intreccio tra vita e esperienza onirica che racconta il difficile processo, universale, di rimarginazione delle ferite, ambientandolo in una comunità ancora così tanto oppressa com’è quella trans cinese.

Menzione speciale a:
Lingua Franca di Isabel Sandoval
Con la seguente motivazione: Una storia d'amore nell’ambiente politicamente corrotto dell’America trumpiana che rompe stereotipi, nuovi autoritarismi e paure normative. Un film che colpisce per la straordinaria adesione psicologica e poetica tra estetica cine-fotografica e corpo della protagonista-autrice.

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