Tik Tok, Adinolfi si getta sul cadavere della bimba morta per chiedere limitazioni alla pornografia


Pare che Mario Adinolfi non sappia resistere al richiamo dei bambini morti, da lui immancabilmente sfruttati a fini di propaganda. Dinnanzi alla bambina di Palermo che è morta soffocata a 10 anni nel tentativo di partecipare ad una challenge di Tik Tok, il fondamentalista si getta sul corpo ancora caldo della minorenne per rilanciare la sua richiesta di divieto alla pornografia online. Così, senza nessi particolari, come se una bambina morta fosse merce da mettere a frutto per i suoi interessi personali:


Curioso è il suo sostenere che i genitori non avrebbero responsabilità sui contenuti visitati online dai bambini, preferendo rilanciare una crociata moralista in cui i bambini sembrano tirati in causa al solo fine di ottenere facili consensi. E non va meglio con il suo raccontare che Tik Tok sia stato bloccato o che possa verificare l'età degli iscritti, rasentando la fake-news.

A proposito, qualcuno può spiegare ad Adinolfi come si scrive Tik Tok dato che Adinolfi pontifica su un'app che nemmeno sa come si chiama.
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