Don Bianchi plaude alla direttrice d'orchestra che vuole essere chiamata al maschile


Anche don Mirco Bianchi si è unito alle lodi di Giorgia Meloni e di Forza Nuova per la direttrice d'orchestra di Sanremo che vuole essere chiamata al maschile. Noto per i suoi rituali pagani praticati contro le femministe, il parroco sovranista di Gatteo a Mare, scrive:


La teoria sostenuta è che il femminile vada bene per la donna chi sta in cucina, non per chi fa cose "da maschio" senza mettere in dubbio che quella debba essere ritenuta una cosa "da maschio".

E se la destra sessista plaude a Beatrice Venezi per le sue frasi contro un lessico rispettoso della dignità delle donne, difficile è non domandarsi se a portarla a tali esternazioni non siano stati i retaggi di un integralismo religioso che ha da sempre teorizzato la sottomissione della donna.
Nel 2018, la direttrice d'orchestra che vuole essere chiamata "direttore" rilasciò un'intervista alla rivista "Credere". E pare un po' surreale che in quell'occasione dichiarò: «Voglio che l’orchestra mi percepisca come donna sin dal momento in cui entro dalla porta e mi dirigo verso il palco».
Basterebbe questo a domandarsi perché ora derida chi chiede che il lessico rifletta il suo essere donna. Ma è sempre da quelle pagine che la Venezi parrebbe aver sottolineato il suo legame ad un cattolicesimo radicale: «Quando ho bisogno di riflettere, di ritrovarmi, torno a leggere un testo che s’intitola “Il cammino”, di san Josemaria Escrivà de Balaguer, il fondatore dell’Opus Dei. Parla di carattere e di direzione, di vita interiore e soprannaturale, di fede e anche di allegria. Ci ritrovo le mia radici».
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