Lega. Il senatore Pillon si autoproclama "superstraight"

Il termine “superetero” (o l’inglese superstraight) è stato coniato su 4chan da gruppi neofascisti per indicare i camerata che disprezzano le persone trans. Ed ovviamente il termine richiama le SS naziste:

Intenzionato a difendere quella creazione dei neonazisti, è dalla sua pagina Facebook che il senatore leghista Simone Pillon scrive:
Da padre cerco di prendermi quanto più tempo possibile per parlare coi miei figli. L'ultima che mi hanno raccontato, e che gira tra i nostri ragazzi è questa: se ti piacciono persone dell'altro sesso, allora sei etero, e fin qui nulla di nuovo.
Tuttavia siccome nell'altro sesso, in ossequio al dettame Gender, rientrano anche persone che si sentono transgender (che abbiano fatto o meno interventi chirurgici è cosa da NON chiedere mai, pena l'insulto e l'esclusione sociale), allora ci devi dire se ti piacciono o no.
E se la risposta è no, beh, allora sei transfobico.
Per evitare l'accusa di transfobia, l'unica possibilità è quella di rifugiarti nella etichetta dei "superstraight", tradotto in italiano con "superetero", cioè una mal tollerata categoria che si vuol far passare per minoritaria, e che si ostina a preferire l'antiquato e medievale rapporto tra maschi xy e femmine xx.
Tutto questo finchè qualcuno non deciderà di spiegare ai nostri figli, magari nel contesto di un bel corso scolastico contro il bullismo omofobico, che anche il "superetero" è intollerabilmente sorpassato, razzista, escludente, e dunque out.
Proposta la sua ricostruzione che pare dimenticare i simboli nazisti e la verità dei fatti, è nelle sua ossessione omofoba che prosegue:
Tre considerazioni:
1. Quanto era più facile la vita per noi quattordicenni del 1985, quando le discussioni in materia si limitavano allo stabilire se fosźse più carina la biondina della quarta F o la brunetta della quinta A. Ora invece i nostri ragazzi devono prima decidere se identificarsi come maschio o femmina, omo, bi, trans, cisgender, etero oppure superetero, e poi devono capire se la morettina di terza C sia davvero quel che dice di essere...
2. Lo dico a me e a tutti i genitori: parliamo coi nostri figli, spieghiamo loro cosa sta accadendo, liberiamoli dalle schiavitù della dilagante ossessione LGBT e restituiamo loro la semplicità dell'identità maschile e femminile, la bellezza delle relazioni senza il peso delle costruzioni ideologiche, la luminosa ecologia della natura umana.
3. Ognuno faccia come gli pare, e se ne assuma la responsabilità, ma proviamo a lasciare in pace i nostri figli.
Anche in questo caso chiedo troppo?
Peccato che sia proprio Pillon a non voler lasciare in pace i suoi figli vantando del suo andare da loro a imporgli cosa dovrebbero fare a letto per copiacere i suoi pruriti sessuali. E possiamo chiedere che Pillon lasci in pace i figli degli altri o è chiedere troppo?