Mario Adinolfi: «L'8 marzo non ha senso»

Dall'altro del suo sostenere che la donna debba essere «sottomessa» e che il uso ruolo debba essere accomunabile a quello di un animale da riproduzione, è con la sua solita arroganza che Mario Adinolfi ci viene a dire che lui, in qualità di uomo bianco ed eterosessuale che ha collezionato due mogli, non sente alcuna necessità di ricordare tutte quelle donne che sono ancor oggi vittima di sessino, violenze e discriminazioni sociali e lavorative. E pazienza se nel mondo sono oltre 130 milioni le donne hanno subito mutilazioni genitali, lui preferisce dire che, in qualità di padre di sole figlie, non sente la necessità di celebrare le conquiste ottenute o di ricordare chi ancora oggi è vittima di sessino.
Definendo una «condanna» il suo avere figlie femmine e definendo «rispetto» il suo dichiarare pubblicamente che la sua seconda moglie sarebbe stata stata giovane perché maggiormente funzionale alla produzione id prole, scrive:

Se pare un po' surreale che Adinolfi si auto-assolva da ogni accusa di mancanza di rispetto delle donne mentre propone leggi volte a pagare chi di loro rinuncerà a lavorare per starsene reclusa in cucina, forse basterebbe ricordargli che è lui ad aver dichiarato cose come questa:
