Provita vuole censurare la libertà di espressione e ridefinire la famiglia

Al confronto dell'organizzazione forzanovista Provita Onlus, i talebani rischiano di sembrare dei moderati.
Sono ormai settimane che Toni Brandi e Jacopo Coghe trascinano una scomposta polemica contro Sanremo, ripetendo istericamente che loro avrebbero visto un'imprecisata «blasfemia» da parte di chi ha condannato i discorsi d'odio e un fantomatico «indottrionamento gender dei loro figli» perché un eterosessuale ha baciato un altro eterosessuale. E come tutti i fondamentalisti, il loro obiettivo è la sistematica censura di qualunque realtà non sia conforme al loro teorizzare la supremazia del maschio eterosessuale bianco.

Se le loro polemiche potrebbero apparire ridicole e se le loro stesse immagini mostrano come solo quattro gatti aderiscano alla loro ideologia, preoccupante è come questi soggetti siano rappresentati da una Lega che vuole affidare a loro la ridefinizione della famiglia sulla base della volontà del fondamentalismo organizzato. È infatti Provita Onlus e l'organizzazione anti-gay di Gandolfini a possa come i promotori di una imprecisata "legge regionale sulla famiglia" che imporrà l'ideologia integralista ai cittadini sottoposti all'egemonia leghista in Umbria:

I nomi dicono tutto: oltre ai leghisti ci sono solo ed esclusivamente personaggi legati all'organizzazione integralista di Gandolfini posti sotto la "moderazione" del vice presidente di un'organizzazione forzanovista, accumunati da quella loro dialettica anti-gay che gli ha permesso di fare soldi e di ricevere ingenti somme di denaro dalla Russia.