Trieste. Anche oggi il consigliere Tuiach ha tentato di accomunare i gay alla pedofilia


A rappresentanza delle istituzioni triestine, anche oggi il consigliere dichiaratamente fascista Fabio Tuiach ha tentato promuovere odio attraverso il suo ossessivo tentativo di accomunare omosessualità e pedofilia. Lo ha fatto pubblicando un vecchio articolo di Benedetta Frigerio apparsa sulle pagine del cito ciellino gestito dalla lobby di Riccardo Cascioli:


Nell'articolo linkato, datato 9 settembre 2020, è con un triplo salto mortale che la signora Frigerio si lancia nel dispensare accuse di pedofilia e nell'accostarle alle persone lgbt:

La legge voluta dall'attivista Lgbt e senatore Scott Wiener rappresenta uno step nell'abbassamento della soglia di tolleranza della pedofilia: in nome dei diritti arcobaleno, anziché inasprire le sanzioni contri gli abusi su minori, si indebolisce la legislazione per proteggere gli omosessuali che compiono atti sodomiti con ragazzini. L'episodio rivela i cortocircuiti del sesso come diritto.

Ovviamente le cose non paiono esattamente come lei le descrive, dato che è solo successivamente che la signora Frigerio spiega

Si tratta del bill SB145 che i critici hanno definito "pro pedofilia" mentre i loro promotori lo hanno presentato come una tassello in più nella lotta alla discriminazione Lgbt. In sintesi, la norma prevede che coloro che praticano atti erotici di natura orale o anale con minorenni dai 14 anni ai 18 anni (in California è l'età del consenso) e che non hanno più di 10 anni di differenza dal minore non verranno automaticamente inseriti nel registo dei "sex offenders", ossia dei predatori sessuali.
La legge è stata fortemente voluta dal senzatore democratico, noto attivista Lgbt, Scott Wiener, secondo cui l'SB145 "elimina le discriminazioni contro la gioventù Lgbt presenti nel nostro sistema criminale". La norme in vigore fino ad ora in California prevede che se, ad esempio, un 24enne viene scoperto a compiere atti sodomiti con un minore di 18 anni viene immediatamente inscritto nel registro criminale. Al contrario, l'atto sessuale naturale fra una minore di 18 anni e un maggiorenne, pur rimanendo un illecito (a meno che i due siano sposati), deve prima essere sottoposto al vaglio del giudice che deciderà se il reato sussiste.

Pare curioso che la signora definisca "pedofilia" ciò che dice vada bene se un uomo maggiorenne ha sposato una minorenne. Ed è così che la signora Frigerio incalza:

Ma evidentemente del problema della pedofilia a Wiener (e ai suoi sostenitori) non interessa molto. La sua unica preoccupazione è che la sodomia dilaghi indisturbata. Basti pensare che il senatore è riuscito a ridurre la pena, prevista dal codice penale della California, per chi non rivela al proprio partner di essere affetto da Hiv, ma anche per chi dona il sangue senza informare la banca del sangue di essere sieropositivo. Ora Wiener sta lottando anche affinché la legge californiana preveda il carcere per gli operatori sanitari che si rifiutano di chiamare con un pronome maschile una donna che lo chieda o con il femminile un maschio.
Se il governtore Newson firmerà, il sesso fra adulti e minori omosessuali sarà depenalizzato, dato che la ratio del legislatore, anziché quella di proteggere i minori, è quella di proteggere gli atti omosessuali a prescindere dalle vittime della pedofilia.
Certamente alla battaglia di chi si è opposto alla norma non giova l'accettazione dei rapporti prematrimoniali come normale nella mentalità comune. E' infatti difficile muovere una vera lotta alla pedofilia una volta che il sesso fuori dal matrimonio viene considerato come un diritto insindacabile.

Ed è così che viene fuori il suo chiedere che chi fa sesso al di fuori del matrimoniale debba essere punito in virtù di come lei sostenga che un 17enne che fa sesso con un 18enne sarebbe "pedofilia". Il tutto trovando il plauso di quei consiglieri che si dicono fascisti, simpatizzanti del terrorismo e fieramente omofobi.
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