Non solo omofobia. Fratelli d'Italia tira in ballo il "covid" anche contro i diritti dei detenuti


Dall'Albania alla Svizzera e dalla Germania alla Spagna, quasi tutto il resto del mondo prevedono stanze dove i detenuti possano incontrare privatamente mogli, compagni e fidanzate, o stare per qualche ora con i figli.
A non volere che i carcerati possano godere di diritti umani sono i soliti estremisti di Fratelli d'Italia, capitanati da quella Giorgia Meloni che si dice così cristiana da ritenere che il reato di tortura impedisca alla polizia di poter lavorare. Chissà, magari loro vorrebbero tornare a quelle belle prigioni medioevali dove i detenuti (ma soprattutto i dissidenti politici) venivano lasciati morire di stenti.

Ed è così che su Il Secolo d'Italia è tale Elsa Corsini a firmare un articolo intitolato "Senato, il Pd vuole le stanze dell’amore in carcere senza occhi indiscreti. La denuncia di FdI" in cui scrive:

Il Pd pensa alle stanze dell’amore. “Nonostante i gravissimi problemi che sta attraversando l’Italia per l’emergenza covid e la situazione delle carceri, il Pd pensa all’istituzione delle stanze dell’amore“. La denuncia è del senatore Alberto Balboni di Fratelli d’Italia.

Non è stupefacente che quel partito che andò in strada senza mascherine il 2 giugno scorso si ricordi della pandemia solo quando c'è da impedire il contrasto ai crimini d'odio o impedire che i detenuti non siano trattati come bestie? E non è stupefacente come il loro "e allora i marò" si sia tramutato in un sistematico benaltrismo da sfoderare ad ogni occasione, cercando voti sulla base del loro proporsi come quelli che faranno del male al prossimo?

Sostenendo che i soldi siano più importando della dignità umana, è sostenendo che gli agenti carcerari italiani non sapranno garantire la sicurezza che persino in Albania si riesce ad ottenere che prosegue:

E’ questo in sostanza il contenuto del disegno di legge discusso in commissione Giustizia, relatrice la senatrice Cirinnà. “Lascio immaginare quali problemi di sicurezza si porranno. A cominciare dal rischio che venga introdotta in carcere droga nascosta negli orefizi corporei. O addirittura ingerita o apparecchi elettronici miniaturizzati. Senza considerare le ingenti risorse finanziare necessarie”. Che – aggiunge il vicepresidente della commissione – verranno distratte da finalità più urgenti. Mi sono opposto che l’esame del ddl avvenisse in sede redigente. Ho chiesto, con il sostegno di altri colleghi dell’opposizione, il passaggio in sede referente. In modo che almeno si imponga un ben diverso approfondimento di questa aberrante proposta“.
1 commento