Salvini da Orban e Morawiecki per proiettare la demolizione dei diritti civili


Una volta ottenute le sue poltrone, Matteo Salvini ha smesso di fingersi europeista ed e tornato a proporsi come il sovranista che vede in Orban «un eroe». È infatti con quel termine che lo ha idolatrato a Budapest, durante il suo incontro con il primo ministro dell’Ungheria Viktor Orban e il premier della Polonia Mateusz Morawiecki.
I tre condividono infatti la stessa omofobia, lo stesso razzismo e il medesimo disprezzo per i diritti civili, ossia i cardini del loro progetto per un'Europa populista che loro hanno denominato “Rinascimento europeo” e che si baserà sull'impostazione di presunti "valori cristiani" e di una "famiglia tradizionale" formata da uomo e donna. O meglio, da un maschio e molteplici ragazzine se considera la loro storia personale.

Tornando alla sua ossessione verso gli immigrati, Salvini ha ancge dichiarato: «Ci sono grandi sfide. C'è un islamismo alle porte che deve trovare nei valori Ue un'argine. Lasciamo ad altri le critiche, noi rimettiamo al centro il diritto alla vita ed il diritto al lavoro. Ruberei alla dichiarazione americana il diritto alla felicità. E’ un segnale di speranza. L'Unione europea, quando nella sua carta costitutiva negò le sue radici giudaico cristiane, sbagliò in partenza».
Non ha però chiarito quale "diritto alla felicità" deriverebbe dell'abolizione della libertà di scelta, dall'abbandono in mare dei naufraghi e da un'omofobia di stato...
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