Silvana De Mari sbaglia di mezzo millennio i riferimenti alla sua (presunta) antenata

Sono anni che Silvana De Mari, sia per iscritto che nei suoi video, continua a riproporre con toni stucchevolmente fervorosi la storia di una sua presunta antenata di nome Barbara De Mari che avrebbe combattuto i saraceni a colpi d'ascia nell'XI secolo. Vediamo alcuni esempi per avere un'idea dello smodato ardore con cui si è prodigata a propalare questa storia in ogni angolo del web (basta che ne leggiate un paio perché tanto si tratta di affermazioni ciclostilate):
- Sulla pagina Facebook del suo sodale Magdi Cristiano Allam, nel 2016 scrive: "Mi chiamo Silvana De Mari. La mia famiglia è originaria dalla Corsica. Nell'XI secolo la mia antenata Barbara De Mari ha combattuto i saraceni per proteggere i suoi contadini con l'ascia perché lei era femmina e la spada non le toccava. A nord della Corsica, vicino Macinaggio, c'è ancora la torre dei De Mari."
- Sul blog "Ontologismi" di Alessandro Benigni nel 2017 scrive: "Ho lo stesso cognome di Barbara De Mari, mia antenata, che in Corsica nell’XI secolo combatteva i saraceni con l’ascia, quindi ho un’abitudine familiare al coraggio"
- La stessa storia viene ripetuta su articoli di "Imola Oggi" e "Il Foglio" e "Milano Finanza" (rispettivamente nel 2017, nel 2018 e nel 2020).
- Nel suo blog afferma di aver dedicato a Barbara De Mari anche uno dei suoi romanzi. Si legge infatti: "Nel nord della Corsica, poco distante da Macinaggio, esiste ancora la Torre da cui Barbara De Mari cercava di difendere il suo popolo dai pirati barbareschi, armata di un’ascia perché lei essendo femmina non aveva diritto alla spada. A lei è dedicato Sulle ali della libertà, romanzo storico". Il post si conclude anche con la foto di una torre.
Non manca un riferimento nemmeno nel post di presentazione del suo blog in cui si legge: "La mia antenata Barbara De Mari fu Capo Corso nell’undicesimo secolo con un’ascia ha combattuto contro i saraceni"
- Anche in un post di Gayburg del 2017 si riportava un articolo della De Mari che concludeva una colluvie di contumelie omofobe dicendo: "Ho lo stesso cognome di Barbara De Mari, mia antenata, che in Corsica nell'XI secolo combatteva i saraceni con l'ascia, quindi ho un'abitudine familiare al coraggio. Nei miei libri insegno il coraggio."
- Sono innumerevoli anche i video in cui la storia è stamburata. A titolo di esempio, troviamo il riferimento negli ultimi 30 secondi di questo video del 2020 sulle elezioni Usa.
Abbiamo svolto alcune ricerche per accertare la storicità di questo personaggio: non è stato difficile perché digitando su Google "Barbara De Mari" si ottengono meno di una cinquantina di risultati. Quasi tutti riconducono ad affermazioni di Silvana De Mari sulla sua presunta antenata di circa un millennio fa, incluse quelle sopraccitate.
C'è poi una manciata di risultati che si riferiscono a una Barbara De Mari, nobile di origini genovesi, indicata come l'ultima dei signori del Capo Corso a cavallo fra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo.
Le poche informazioni che si trovano spesso fanno riferimento al libro "Genealogie delle famiglie nobili di Genova" di Natale Battilana, storico ottocentesco. C'è un riferimento anche a pagina 50 del libro "Genova e Torino. Quattro secoli di incontri e scontri".
In altre fonti sulle famiglie genovesi o corse leggiamo invece di una certa Barbara Da Mare, ma certamente si tratta della stessa persona poiché (in accordo con le fonti anzidette) figlia di Giacomo Santo Da Mare e Nicoletta Pallavicini come si può evincere dall'albero genealogico.
Su Wikpedia si possono reperire delle brevi note biografiche. Le indicazioni sono limitate e non chiarissime, per esempio in una fonte troviamo come date di nascita e di morte 1538 e 1603 ed in un'altra 1530 e 1604 ma non c'è dubbio che si tratti di un personaggio (pressoché sconosciuto) del XVI secolo e che riconduce geograficamente alla zona del comune di Rogliano, estremità settentrionale del Capo Corso, ovvero la penisola situata nel nord-est della Corsica.
L'unico personaggio dei secoli passati di nome Barbara De Mari che si riesce a reperire è quello che abbiamo individuato. Peraltro è un personaggio che rimanda proprio a Capo Corso (spesso citato da Silvana De Mari), una penisola non certo estesissima (circa 300 chilometri quadrati) e non certo densamente popolata dato che avrà circa diecimila abitanti ripartiti in una ventina di piccoli comuni.
Ciò considerato, parrebbero non esserci ambiguità e che Silvana De Mari abbia scelto questo personaggio (Barbara De Mari) realmente esistito e che ci abbia costruito sopra dei dettagli molto fantasiosi. Infatti in tutte le sue affermazioni che contengono un riferimento temporale e lei parla di una antenata del XI secolo mentre dalle ricerche sopraddette Barbara De Mari (o Da Mare) risulta un personaggio del XVI secolo. Un errore temporale di circa mezzo millennio non pare una venialità. E non si tratta affatto di un lapsus isolato, visto l'esorbitante numero di affermazioni in cui parla proprio dell'XI secolo.
Se Silvana De Mari non sa nemmeno in che secolo è vissuta la sua presunta antenata la domanda sorge spontanea: come può affermare con tanta sicumera che Barbara De Mari sia davvero una sua antenata? Di certo la De Mari non si è affannata nello studio del proprio albero genealogico e della linea che la collegherebbe a questa Barbara perché una tale ricostruzione avrebbe immediatamente evidenziato questo insensato gap di ben cinque secoli. Del resto spessissimo le sue esternazioni così asseverativamente strillate non sono corroborate da nessuna prova e/o sono invalidate da plurime evidenze di segno contrario.
Per concludere, passiamo alla questione della torre vicino Macinaggio, altro elemento ricorrente del racconto di Silvana De Mari. Effettivamente nella penisola di Capo Corso (e in misura minore anche nel resto della Corsica) ci sono varie torri difensive contro gli attacchi dei pirati costruite dai genovesi ma, come riportano tutte le guide turistiche, sono state costruite prevalentemente nel XVI secolo (più precisamente fra il 1530 e il 1620):
Ci sono anche torri vicino a Macinaggio (presso Rogliano) riconducibili alla famiglia De Mari (o Da Mare): la torre Barbara Da Mare e la torre di Santa Maria Chjapella, fatta costruire da Giacomo Santo Da Mare (padre di Barbara). Ma i documenti rivelano di tratti anche in questi casi di torri del sedicesimo secolo.
Pare dunque che la signora Silvana De Mari non abbia fatto un controllo sull'epoca di costruzione delle torri; un controllo che avrebbe facilmente invalidato tutta la storia sulla presunta antenata del XI secolo. Come se non bastasse la foto della torre riportata nel suo post succitato non si trova nei pressi di Macinaggio (parte settentrionale del Capo Corso). Si tratta invece della torre di Erbalunga, nella parte meridionale del Capo Corso.
Tutto questo dimostra ancora una volta l'estrema superficialità di Silvana De Mari. Il fatto che tratti con così tanto pressappochismo finanche ciò che dovrebbe conoscere meglio di ogni altro, ovvero la sua storia familiare, può dare un'idea della totale sconsideratezza con cui può affrontare argomenti ben più delicati come il Covid19 o l'omosessualità.