Fabrizio Sclavi diventa il nuovo idolo omofobo dei neofascisti

Reclutato da Maurizio Belpietro per sparare a zero contro il ddl Zan, Fabrizio Sclavi è divenuto il nuovo idolo dei neofascisti. Il giornaletto di Casa Pound lo acclama, sostenendo che lui sia l'unico gay che i camerati accettano in quanto «inutile» le leggi contro i crimini d'odio e bolla come «una buffonata» i Pride.
Ad elogiarlo è la solita Ilaria Paoletti, la quella esordisce asserendo che il suo nuovo eroe fasciata è quel disabile che lei sostiene sia uno «scettico del Ddl Zan e sulle baracconate del Pride». A quel punto inizia a citare le frasi in cui Sclavi attacca il ddl Zan dicendo che «Non mi piace per nulla, soprattutto quando parla dei trans perché anche in quel caso sono fatti loro. Non vedo il motivo per cui lo Stato se ne debba occupare. E non c’è bisogno di spiegare questo a scuola a giovani di 15 anni, o ancora più piccoli. Quanti ragazzi curiosi ci sono fuori e a scuola? Se a questi fai venire in mente una cosa del genere magari hanno voglia di provarla».
E se non è chiaro perché dica che lo stato dovrebbe occuparsi degli altissimi costi della sua disabilità mentre lui dice dice di fregarsene delle donne trans, soprattutto di quelle che vengono uccise e poi gettate nei cassonetti, si arriva alla solita propaganda sul fatto che gli etero sarebbero etero solo perché a scuola li hanno educati al disprezzo, altrimenti oggi Pillon avrebbe una parrucca da Platinette ed Adinolfi farebbe sesso con uomini
La Paoletti pare tutta eccitata nel riportare le frasi in cui Sclavi dice che lui eliminerebbe il ddl Zan, garantendo l'esenzione da ogni aggravante per i camerati che vanno in giro a picchiare gay e disabili, laciandosi poi nell'affermare che «il Pride, ormai istituzionale come il Giubileo per i cristiani, è anch’esso messo in discussione da Sclavi».