Tuiach e Blondet negano l'orrore dei campi di sterminio nazisti


Il camerata Fabio Tuiach, tristemente eletto consigliere comunale di Trieste tra le fila della Lega, nega l'Olocausto in uno squallido tentativo di contrapporre i crimini nazisti a Gesù. Ricorrendo ad una supercazzola di raro squallore, sostiene che sia stato Maurizio Blondet a suggerirgli quell'abominio:



Tuiach kinka così un articolo del 2016, ripreso da Riscossa Cristiana, in cui Blondet agita il fantasma "gender" per attaccare il Vaticano, definendo "anormali" le persone lgbt. Ma forse il camerata ha semplicemente sbagliato link, dato che sul sito di Blondet c'e effettivamente un articolo pubblicato durante la Giornata della Memoria in cui si legge:

Esiste un solo Olocausto quello di Cristo sulla Croce. Quando la Chiesa odierna comprenderà che quello ebraico è il tentativo di sostituire Auschwitz al Calvario forse la finirà di rischiare l’apostasia. Quello subito dagli ebrei è stato un genocidio come, purtroppo, tanti ce ne sono stati nella storia (ad esempio quello subito dagli armeni per mano dei Donmeh turchi).
Ora è evidente il tentativo di farsi passare, secondo le loro religione, come il messia atteso, un messia popolo, un messia collettivo, che si sacrifica per salvare il mondo dal male. Ma se i cristiani non capiscono che è una squallida imitazione del Vero Sacrificio di Cristo, nel quale tutte le sofferenze umane, comprese quelle degli ebrei, sono racchiuse, vuol dire che siamo nei tempi profetizzati da Gesù: “quando tornerà il Figlio dell’Uomo troverà ancora la fede sulla terra?”.

Insomma, un delirio revisionista che stupra la religione per negare l'orrore dei campi di sterminio nazista. E suscita orrore pure un ex-consigliere dichiaratamente fascista che si dice "perseguitato" dai "giudei" in virtù di come lui neghi che Gesù fosse ebreo come scritto nei Vangeli:



Tra i commenti, troviamo chi parla di "feccia" ebraica e chi inneggia alle camere a gas, forse in riferimento alla senatrice Segre:





Poi ci si stupisce se dei ragazzini aggrediscono un coetaneo perché ebreo.
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