Pillon dichiara guerra alle emoji


Anche oggi il senatore leghista Simone Pillon ha deciso che il suo esagerato stipendio sarebbe stato giustificato con una delle sue solite incitazioni alla discriminazione. E così inveisce contro Meta perché una emoji (che peraltro manco sono gestite da Meta) raffigura un uomo trans incinto. E tanto gli è bastato per iniziare a starnazzare che a lui non sta bene e che sarebbe «cretino» chi non è transfobico quanto lui e le lobby che lo finanziano:



Come tutti i populisti, ripete sempre gli stessi slogan. Quindi se ne esce con la sua solita solfa che il mondo non sarebbe in grado di creare categorie stereotipate nonostante lui pretenda che uomini e donne siano ridotti ai loro geniali.
Insomma, in Italia paghiamo senatori che trascorrono le loro giornata a disquisire sul contenuto delle mutande altrui, quasi come se tutto ciò fosse normale.
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