Adinolfi usa l'8 marzo per insultare la resistenza ucraina


Mario Adinolfi dice che il senso che lui attribuisce all'8 marzo è quello di insultare i patrioti che vogliono difendere la propria terra dall'invasore russo, starnazzando che il ruolo delle "mogli sottomesse" sarebbe quello di invitare i mariti a voltare lo sguardo davanti a chi sta uccidendo il proprio popolo.
E se non stupisce che un no-vax si dica menefreghista e che non capisca perché mai qualcuno voglia mettere a repentaglio la propria vita per difendere donne e bambini massacrati dai russi, ancora una volta Adinolfi teorizza che lui esige che gli atri siano obbligati a fare ciò che dice lui, chiedendo alle femmine di obbedire al suo volere di maschio dalle molteplici mogli.
Non meno ipocrita è il suo definire "pace" il suo pretendere che gli ucraini siano invasi dal suo amato Putin, possibilmente senza difendersi da chi sta uccidendo bambini e stuprando donne:



Secondo Adinolfi, gli ucraini starebbero "ammazzando i russi", omettendo di raccontare che i russi hanno invaso casa loro e stanno sparando contro le loro famiglie. Ma Adinolfi si guarda bene dall'invitare le donne russe a chiedere il ritiro delle truppe di invasione.

Tra i commenti, la sua Sara Reho torna a teorizzare che solo i "giovani uomini" devono andare in guerra., evidentemente ignara di come tante donne siano entrate nell'esercito. E anche lei parla di "pace" a casaccio, in quel loro populismo che nega che possa esserci pace quando qualcuno viene a spararti contro a casa tua:



La frase finale la dice lunga. Davvero lei preferirebbe che gli uomini non la difendessero e le portassero mimose mentre un militare russo vuole stuprarla prima di ucciderla?

Vada da Valentina Constantinovska a proporre mimose, vedremo che le responderà l'anziana signora che ha deciso di imbracciare un Ak-47 a difesa della propria terra:



Sappiamo che davanti all'invasore la signorina Sara Reho scapperebbe, ma con che diritto lei ed Adinolfi si permettono di insultare le donne e gli uomini che non vogliono la dittatura e sono pronti a sacrificarsi in difesa della vita e della libertà?
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