I filo-russi che negano il bombardamento all'ospedale pediatrico di Mariupol

I filo-russi sono impegnati da ore a negare il bombardamento russo dell'ospedale pediatrico di Mariupol. Una volta deciso che dovevano negare i fatti, si sono sbizzarriti nell'inventarsi tesi in difesa di Putin.
Si inizia da una Francesca Totolo che basale sue ricostruzioni sulla base delle fotografie che ha visto, decidendo che l'ospedale sua stato evacuato perché ospitava poche persone. Se consideriamo che in tempo di Covid anche gli ospedali italiani dimettevano le donne subito dopo il parto, non parrebbe poi strano che gli ucraini facessero altrettanto durante i bombardamenti. Eppure lei scrive:

Non sappiamo quale foto abbia guardato l'estremista di CasaPound, ma quello nella pancia della donna ferita della foto parrebbe proprio un bambino. Non è che se non è ancora uscito dalla pancia, allora non è infanticidio.
Vox preferisce invece giurare che l'ospedale sarebbe stato una "base di nazisti ucraini", facendo proprie le teorie di Putin sui motivi del genocidio. Nonostante faccia ridere che i fascisti dicano che si debbano uccidere i nazisti, scrivono:

Se gente simile andrebbe mandata a Mariupol, a dire alla gente del luogo che "la Russia non attacca postazioni civili ma solo militari", potrebbero quantomeno decidersi su quale balla raccontare: era base di nazisti o era ospedale, ma avevano evacuato i bambini? Ma le partorienti no, quelle non le avevano evacuate a quanto pare.
Poi c'è Attilio Negrini, il quale dice di non credere alla guerra come non crede ai morti di Covid a Bergamo:

Nel suo caso, la tesi sistenuta è che sarebbe tutto falso perché lo dice lui, ed ovviamente e tutta colpa dei gay, dei migranti e di chi non inquina:

E così i diritti civili vengono bollati come "fiction", tra i soliti insulti a Greta Thunberg.