Il partito di Adinolfi chiede che il suicidio assistito sia bocciato come il contrasto ai reati d'odio

Mirko De Carli si vanta aver difeso i crimini d'odio perpetrati contro gli adolescenti gay, praticamente intestandosi il merito di aver difeso la teoria del patriarca Kirill su quanto sia giusto uccidere chi non è omofobo. Ora promette che lui e Adinolfi imporranno anche atroci torture ai malati terminali, privandoli della loro libertà di scelta a nome di quel loro 0,6% di elettori che vorrebbe imporsi al restante 99,4% della popolazione.
La loro teoria è semplice: ai malati che soffrono va negato quel diritto all'autodeterminazione che portò la sorella di Adinolfi a potersi suicidarsi pur senza esseri malata, sostenendo che suo fratello faccia bene a voler sfruttare la disabilità dei malati terminali per negargli quella stessa libertà. Chi non si è suicidato quando ancora ne aveva la facoltà, va torturato per il loro sadico piacere:

Evidentemente De Carli ritiene che la libertà spetti solo ad Adinolfi e ai no-vax, ai quali non basta potersi fare del male da soli rifiutando i vaccini, ma che hanno persino la pretesa di poter mettere a repentaglio la vita altrui pur di imporre le loro scelte autolesionistiche. Un altro contro è chi vuole decidere per sé stesso contro il volere dell'estremista romano, il quale sostiene che il corpo è loro ma decide lui.