Mario Adinolfi sostiene che non si possa essere "cristiani" se non si vota l'estrema destra


Mario Adinolfi sostiene che non si possa essere cattolici se non si è populisti di estrema destra. Già impegnato a pensare alle elezioni e a come usare i morti ucraini per trarne profitto economico personale, iniziata dire che i sedicenti "cattolici" debbano votate per lui, Salvini o la Meloni.
Forse sperando che la sua gente non si ricordi di quando si candidò come segratario del Pd (fallendo miseramente come sempre) a seguito del suo tour elettorale a sostegno di Renzi, Adinolfi chiede di essere ricompensato per il supporto offerto a chi pretendeva di infettarci nei bar e di chi vuole voltare la testa davanti al genicidio ucraino.

In quel suo costante uso ideologico della religione, scrive:



Adinolfi omette di osservare che alla sua manifestazione non c'era nessuno, vantandosi di come lui voglia mettersi in mezzo alla libertà personale altrui per imporre i suoi presunti dogmi religiosi manco fosse un talebano.
Ribadendo che lui nega ci sia qualcosa di male in un Putin che invade l'Ucraina, inizia a creare quelle contrapposizioni che tanto andavano di moda nella propaganda fascista:



Il suo punto è un calcolo su cosa dire per cercare voti e fare fatturato:



Inizia così adire che lo stato fomenterebbe rabbia contro il suo partito, ricorrendo a quel vittimismo che è alla base della sua propaganda sin dai temi di "Voglio la mamma". Ed è con un ricorso al linguaggio usato dai neofascisti che Adinolfi tenta di sostenere che il greenpass sarebbe un'ideologia e che la difesa non è mai legittima come dicevano quando Salvini proponeva di uccidere i ladri:



Conclude con il suo slogan del Circo Massimo, impegnato ancora una volta a cercare di attribuirsi la manifestazione anti-gay di Gandolfini.
1 commento