Mirko De Carli continua a insultare Zelensky: «È imbarazzante»

Mirko De Carli continua a irridere Zelensky e il suo popolo. Ridendo a crepapelle, è corso in radio a dire che il presidente ucraino sarebbe «imbarazzante» e che farebbe «discorsi propagandistici senza contenuti». Mica come il suo Adinofli, che in tempo di guerra è impegnato a giurare sulle sue due famiglie che lui sia stato costretto ad andare a Praga per fare colazione pur di non vaccinarsi come hanno fatto praticamente tutti gli altri italiani.
Confondendo le videoconferenze con un «andare in televisione» manco stesse parlando del suo capo, De Carli sentenzia che a Zelensky debba essere vietato pensare che la mancata controffensiva alla Russia provocherà una guerra mondiale. Inizi così a dire che gli stati sovrani dovrebbero sottomettersi al volere di Mosca perché i russi sarebbero ricchi, concludendo: «Non devi permetterti di fare i tuoi giochini vicino ai confini della Federazione Russa. Lo vogliamo capire sì o no che Zelensky è il Beppe Grillo dell'occidente?».
Insomma, De Carli ha deciso che Putin deve poter comandare agli stati sovrani. Nulla di strano, dato che chi dice che il no-vax debba imporsi ai soggetti sani, che il fondamentalista debba viatore l'autodeterminazione ai malati o che l'omofobo debba difendere i crimini d'odio è un personaggio che campa sull'istigazione alla prepotenza e alla sopraffazione. Quindi non stupisce possa eccitarsi quando un prepotente uccide donne e bambini pur imporre il suo volere al mondo.
Negando che sia stato Putin ad invadere l'Ucraina e a sparare sui civili, l'esponente del partito di Adinolfi ha pure il coraggio di strillare: «Zelenschi non deve parlare di conflitti mondiali o di qualsiasi altro conflitto. L'unica cosa giusta che ha detto è quella di voler trovare trovare un accordo con la Russia. Per il resto è uno spettacolo indegno [...] Se vogliamo uscirne non dobbiamo alzare la tensione di Putin, ma dobbiamo ammettere gli errori che come occidente stiamo facendo pompando un presidente come Zelensky che non ha nulla di politico. Quando ho detto che è un Grillo prestato al governo ucraino ho detto la verità. I comici ormai dominano in Europa, ahimè».
Ovviamente De Carli se ne esce con una labile condanna dell'invasione russa, ma solo nei termini della guerra e non nelle rivendicazioni di predominio sugli stati avanzata da Putin.
Verrebbe anche da domandarsi quale sia la genesi dell'efferato odio di De Carli nei confronto di Zelensky. Quel che si sa, è che la propaganda russa non gli persona il rappresentare un voto popolare che vuole abbracciare l'Europa, e magari De Carli vuole dare voce all'assassino russo per ringraziarlo dei rubli che hanno di finanziato numerosi organizzazioni omofobe in Italia.
Oppure potrebbe covare odio perché Zelensky ha zittito un contestatore omofobo nell'ottobre del 2019, offendendo la sua crociata in difesa della discriminazione:
Se ci fossero più Zelensky e meno Putin, che fine farebbe l'omofobia su cui campa De Carli e il suo partito?