Pillon contrappone l'abortioai diritti lgbt mentre difende le campagne sessiste di Provita Onlus


Il leghista Simone Pillon ha guidato la manifestazione dell'organizzazione forzanovista Provita Onlus a sostegno delle campagne che calpestano i diritti umani. Una volta ottenuta l'impunita per i delinquenti che commettono reati d'odio su istigazione della lobby di Jacopo Coghe, il leghista è passato a difendere chi calpesta la dignità umana per rimuovere ogni libertà personale su richiesta del solito Jacopo Coghe, ossia quel tizio che invitò a Verona dei preti ortodossi che giustificavano la violenza sulle donne.

Ancora una volta schierato con chi delinque, è dalla sua pagina di propaganda che scrive:



I manifesti in questione, rimossi in quanto ritenuti "violenti e sessisti", tentavano di sostenere che l'8 marzo andasse contrapposto all'aborto perché il divieto di scelta delle donne era da intendersi come un diritto di donne non nate. E pazienza se ad essere abortite non siano solo bambine, ma si sa che pur di irridere i diritti civili questa gente si inventerebbe di tutto.
E così Pillon si inventa che dei manifesti contro l'aborto sarebbero stati "a favore della vita delle donne" e che non sarebbe "democratico" impedire al suo Coghe di poter istigare odio contro i diritti esercitati dalle cittadine che osano disubbidirgli. Ossessionato dalla sua omofobia, Pillon arriva a contrapporre i manifesti dell'organizzazione forzanovista contro il diritto di scelta delle donne a a quelli per la promozione dei diritti lgbt, lamentando che ai fascisti non venga permesso di strapparli e vandalizzarli come evidentemente lui vorrebbe.

Insieme a Pillon, erano presenti il solito senatore Luciano Malan (Fratelli d’Italia), la consigliere regionale Chiara Colosimo (Fratelli d’Italia), i consiglieri comunali Mussolini, Quarzo, Mennuni, Rocca, De Priamo e Barbato (Fratelli d’Italia) e la consigliera regionale Laura Corrotti (Lega).
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