Svizzera, condannato il don che sperperava i soldi dei parrocchiani tra casinò ed escort italiani

Don Samuele Tamagni è stato condannato a 33 mesi di detenzione (sei dei quali da espiare in carcere e i rimanenti 27 sospesi con la condizionale per due anni) dopo essere stato riconosciuto colpevole di appropriazione indebita ripetuta e in parte aggravata, truffa ripetuta, amministrazione infedele aggravata e ripetuta.
La Corte ha parlato di "colpa importante non solo per gli importi, ma perché non si è fatto alcuno scrupolo nel malversare a danno di persone che si erano affidate a lui" dato che "godeva di grande fiducia da parte della società e ha tradito tutti gli ideali che si era impegnato a rispettare e promulgare, oltretutto sapendo che i soldi venivano spesi nel gioco d'azzardo".
Il sacerdote avrebbe dilapidato circa 900.000 franchi, attingendo anche al patrimonio dei suoi genitori e dei suoi parrocchiani, prelevando denaro anche dalla cassa di una colonia per bambini, di una fondazione legata alla parrocchia e della Fondazione intestata al nipote Damiano. Molti di quei soldi sarebbero finiti nelle tasche di un 27enne italiano, con il quale don Samuele aveva intrecciato una relazione sentimentale.
Anche il suo amante è riconosciuto colpevole di istigazione all'appropriazione indebita ripetuta e in parte aggravata, esercizio illecito della prostituzione e altri reati. La condanna inferta è di 20 mesi, sospesi con la condizionale per quattro anni.