Adinolfi rilancia le polemiche leghiste contro Marco Damilano

Dopo aver sostenuto che i dati gli permettessero di dare per certa la vittoria di Le Pen in Francia, ovviamente sbagliando, il fondantalista Mario Adinolfi si è messo a sbraitare che a lui non sta bene che la Rai possa assumere Marco Damilano. Facendo leva sul denaro esattamente com'è solito fare quando chiede che si finanziano gli stupri pedofili ordinati da Putin in cambio di gas a basso costo, scrive:

Qualche dubbio sulle sue teorie nascono nel vedere come la pagina da lui linkata sia già stata rimossa:

Ed ovviamente troviamo ImolaOggi e Nicola Porro pronti a urlare che a loro non sta bene che un giornalista esperto possa essere pagato duemila euro al giorno:


Non male, dato che il sito figura in tutte le liste dei peggiori diffusori di fake-news mentre Porro tiene segreto il suo stipendio. Stesso discorso per Adinolfi, il quale non dice quanto venga pagato per rendersi ridicolo su Rete 4.
Manco ci fosse bisogno di dirlo, la polemica è stata creata dalla Lega che si lamenta che l'informazione non sia affidata ai leghisti fatti assumere da Salvini. I senatori della Lega componenti della commissione Vigilanza Rai, ossia Giorgio Maria Bergesio, Umberto Fusco e Simona Pergreffi, hanno infatti dichiarato: «Come Lega ci poniamo una semplice domanda che sorge spontanea: il paventato aumento del canone Rai servirà per sostenere l’ingaggio spropositato di Marco Damilano? Non si spiega altrimenti l’incoerenza dell’ad Fuortes, che in commissione definiva l’aumento del canone una misura consona e auspicabile per sostenere le casse di Viale Mazzini ma intanto sceglie di strapagare un giornalista esterno invece di valorizzare risorse interne all’azienda».