Aggressione omofoba a Roma. Il giudice rifiuta l’aggravante per futili motivi


Il senatore leghista Simone Pillon potrà esultare nuovamente, dato che la sua difesa di chi commette reati d'odio garantirà impunità al delinquente che il 20 marzo del 2021 aggredì Jean Pierre Moreno nella metropolitana di Roma. Il giovane venne preso a calci e pugni perché aveva osato baciate il suo compagno, ma il giudice ha rifiutato l’aggravante per futili motivi.
Evidentemente picchiare qualcuno perché gay è ritenuto un atto legittimo, dando ragione al partito di Adinolfi che invita pubblicamente a massacrare di botte le donne trans negli spogliatoi. Ci fosse stato il ddl Zan, l'aggravante sarebbe stata garantita. Ma dato che Pillon e Adinolfi giurano sulle loro tre faniglie che «la legge c'è già» e che non servono aggiunte, il delinquente sarà graziato perché tutto viene lasciato alla discrezionalità dei giudici. L'imputato, che manco si è presentato all'udienza, dovrà dunque rispondere solamente di lesioni personali. Chissà se almeno invierà un'icona della Madonna a Pillon per ringraziarlo di averlo tutelato a danno della sua vittima.
Martina Colomasi, avvocatessa di Jean Pierre Moreno, commenta: «Purtroppo siamo di fronte ad un crimine d’odio che almeno allo stato viene affrontato come una aggressione di carattere personale non aggravata nemmeno dai futili motivi. Restiamo comunque in attesa degli sviluppi e di un’eventuale e più grave riqualificazione del reato».
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