Provita chiede la cancellazione dei diritti delle donne italiane nel nome di Trump

Jacopo Coghe si dice entusiasta per la cancellazione del diritto all'interruzione volontaria della gravidanza deciso dai giudici di Trump, asserendo che la sua organizzazione plaude a stati in cui la pena per chi pratica un aborto ad ha donna che ha subito uno stupro è più severa della pena prevista per lo stupratore.
Forse sognando che anche in Italia si torni a praticare aborti con grucce e pompe della bicicletta, inizia a chiedere che si cancelli la legge del 1978 che fu confermata con un referendum popolare nel 1981:
Ora gli altri stati occidentali, in primis l’Italia, prendano esempio: la Corte Suprema ha rovesciato una giurisprudenza decennale dimostrandoci che nessuna sentenza o legge, per quanto durature e “politicamente corrette”, sono intoccabili, come invece molti vogliono far credere sulla Legge 194/78.
La sua organizzazione teorizza che il volere del popolo italiano vada calpestato nel nome di Trump perché nella Costituzione non si parla espressamente dei diritti delle donne:

Peccato che la Costituzione non vieti manco i matrimoni gay, ma in quel caso Coghe non vuole che le leggi possano garantire i diritti negati. Ed infatti lui nega che le donne abbiano il diritto di poter scegliere contro il suo volere:

Peccato che il diritto all’autonomia e all’autodeterminazione esistano, anche se non piacciono a quel gruppo forzanovista che preferisce inventarsi un fantomatico "diritto" all'odio omofobico. E per chiarirci quale sia il loro concetto di "democrazia", iniziano a dire che loro non accettano che si possano avere opinioni diverse dalle loro:

In realtà è il diritto di scelta ad essere un diritto. Punto.