Provita Onlus attacca l'Umbria Pride per la loro condanna dei preti pedofili

Su mandato del senatore leghista Simone Pillon, il Comune di Perugia non ha connesso il suo patrocinio all'Umbria Pride.
Stefano Bucaioni, presidente dell'associazione Omphalos, ha parlato di un «nulla di fatto per i due comuni capoluogo dell’Umbria, Perugia e Terni, che hanno evidentemente scelto di sottostare ai diktat del senatore Pillon e non concedere il patrocinio a una delle più grandi e partecipate manifestazioni sui diritti e sull’inclusione che si svolgono in regione»
Ciononostante, l'Umbria Pride 2022 ha potuto contare sul patrocinio della alla Regione, della Provincia di Perugia e dei Comuni di Spoleto, Gubbio, Gualdo Tadino, Narni, Panicale e Arrone e l'ambasciata della Repubblica Argentina in Italia.
A scagliarsi contro la manifestazione è stata anche l'organizzazione forzanovista Provita Onlus, che si pè detta offesa da una condanna delle pedofilia. La lobby di estrema destra sostiene ha espresso solidarietà ai parroci dell’Umbria perché dicono siano stati «offesi oggi dal palco del gay pride dove si è parlato di difendere i bambini dai parroci che mettono le mani nelle loro mutande. I parroci e i sacerdoti dell’Umbria svolgono un ruolo fondamentale per la società, per le famiglie, per gli ultimi e i più bisognosi».
Ma solo se i bisognosi sono eterosessuali, dato che quando i preti iniziano ad aiutare bambini di colore a Jacopo Coghe pare venire la schiuma alla bocca. Ed è ovviamente promettono che la governatrice Tesei «pagherà il prezzo di questo patrocinio anti-cattolico alle prossime elezioni regionali» in quel loro becero tentativo di sostenere che l'amore e la tolleranza sarebbero contro la loro curiosa visione della religione.