Adinolfi piagnucola che lui si sente "insultato" da chi contesta il suo chiedere leggi liberticide

Oggi Mario Afinolfi va a braccetto con i fascisti perché nessuno lo votò quando si propose come segretario del Pd. Ciò rende ancora più surreale il suo cercare di proporsi come l'estremista di destra che schifa la sinistra e che la accusa di "arroganza" perché c'è chi contesta il suo chiedere leggi che annullino il volere popolare suo divorzio. Ed è curiosa la sua teoria per cui ad essere "arrogante" sarebbe chi difende la libertà di scelta e non chi vorrebbe imporre con la forza il suo volere agli altri.
Fatto sta che è ricorrendo al suo solito vittimismo che il fondamentalista romano scrive:

Ovviamente si inventa che qualcuno insulterebbe le sue idee, forse infastidito perché le destre non hanno ancora cancellato la libertà di opinione o perché a lui non piace che qualcuno possa ricordargli che lui è stato il primo ad usare la legge sul divorzio:

Se quello viene da lui ritenuto un "insulto", in che modo dovremmo definire i suoi attacchi alla vita, alle famiglie e alla dignità delle persone lgbt?