I respingimenti arbitrari della Meloni provoca una crisi diplomatica tra Italia e Francia


Ogni volta che la destra sale al potere, non si fa altro che parlare di migranti. D'altronde si sa che il loro elettorato è profondamente razzista e che brama all'idea di vedere dei ricchi politici che fanno profitto lucrando sulle vite di chi scappa da fame e guerre.
E così è iniziata la solita farse di una destra che cerca di ricattare l'Europa praticando violenze su dei naufraghi, esattamente come fece Salvini quando sequestrò un gruppo di persone a fini propagandistici. Ma questa volta la loro propaganda ha addirittura creato una crisi democratica con la Francia a causa del caso Ocean Viking. L'Eliseo ha ha annunciato che avrebbe accolto nel porto di Tolone la nave respinta dall'Italia, assicurando lo sbarco dei 234 migranti a bordo. Ma ha anche sottolineato che la responsabilità fosse italiana e che loro ritengono ingiustificata la prepotenza di una Meloni che viola le norme internazionali che non le piacciono, usando come strumento di ricatto degli esseri umani.
Ovviamente la signora Melini fa già vittimismo, dicendo di non capire perché la Francia non gradisca i suoi ricatti, evidentemente preferiti ad una discussione che peraltro è osteggiata proprio dai suoi alleati ungheresi e polacchi.
Praticamente è come se voi decideste di non rispettare il rosso del semaforo perché non vi fa piacere aspettate e ve la prendeste con chi vi fa notare che esiste un codice della strada.
Il brutto è che probabilmente il suo elettorato la spalleggerà pure, dato che a loro piace molto chi si atteggia bullo con i più deboli. Ma forse la loro ricerca di uno scontro è parte di un progetto occulto, magari volto a indebolire e danneggiare l'Europa dato che loro sono quelli che sino a l'altro ieri si dichiaravano apertamente anti-europeisti.
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