Il pastore Luigi Carollo esprime «massima stima» nei confronti del professore transfobico di Roma

Dopo gli inviti alla descrizione elargiti da Mario Adinolfi, anche il pastore modenese Luigi Carollo ha voluto esprimere «massima stima» nei confronti del professore transfobico che a Roma si è si è rifiutato di accettare il compito in classe consegnato uno studente transessuale che aveva ottenuto l'accesso alla cosiddetta "carriera alias", una procedura formale che gli avrebbe dovuto permettere di poter usare il nome di elezione al posto di quello anagrafico.
Il professore avrebbe ripetutamente sbarrato il nome con cui lo studente si era firmato, continuando a ripetere il suo nome anagrafico al fine di umiliarlo davanti ai compagni. Per ostentare il suo fine discriminatorio, gli avrebbe anche urlato contro: «Io di fronte ho una donna, non un uomo».
A detta del pastore Luigi Carollo, ogni adepto della Sabaoth Church di Modena dovrebbe prendere ispirazione da quelle violenze e imporre la propria omofobia in sfregio alle regole civili o ai percorsi di certificazione richiesti dalle prassi scolastiche.
Poi, a dispetto di quelle loro filastrocche sulla "priorità educativa dei genitori" che sostengono dovrebbero imporre un divieto a qualunque forma di educazione al rispetto per volere di quei genitori omofobi che ambiscono a corrompere alla discriminazione i propri figli, il pastore se ne esce con insulti ai genitori che hanno protestato per la situazione. Ed è sempre contro il loro diritto all'educazione dei figli che si lancia nel sostenere che ogni violenza omofoba perpetrata ai danni di minorenni servirebbe a «raddirizzare le generazioni»:

Sostenuto che le persone transessuali sarebbero «persone storte» che meriterebbero di subire umiliazioni violenze all'interno dell'ambiente scolastico, è tra i commenti che il pastore modenese tenta di sostenere che la violazione delle leggi sarebbe un atto di eroico «non conformismo». Dice anche che lui vorrebbe che il professore omofobo sia nominato «rettore» del liceo Cavour di Roma, forse ignorando che nelle scuole superiori ci sono i presidi e non i rettori:

Già in passato il pastore modenese invitò i genitori omofobi a non accettare figli lgbt, incurante di come tutte le statistiche indichino che l'atteggiamento da lui promosso aumenta a dismisura il rischio di spingere al suicidio chi è vittima di discriminazione.
Dato che il pastore Carollo si dichiara vittima di chi osa contestare il suo pensiero unico ed ama aizzare i suoi proseliti a fare branco contro chi non pensa che l'omofobia sia cosa buona e giusta, sulla sua pagina si palesa Manuela Antonucci di Provita Onlus. Creatrice della bufala di Bibbiano e promotroce di innumerevoli battaglie contro i diritti delle persone lgbt, pare voler sfottere Gayburg nello scrivere:

Non è chiaro il motivo per cui la povera signora Antonacci nutra un così smisurato odio per la verità, dicendosi divertita al pensiero di quanto orrore possano suscitare i messaggi del pastore ei suoi inviti a veri e propri atti di violenza contro i bambini. E chissà cosa fa ridere il pastore mentre ci diffama parlando di "assunzioni" e altre sciocchezze atte a elogiare quegli insulti. Più chiaro è come la Antonacci ci tenga a sfottere chi contrasta l'uso usa un linguaggio sessista, come quel Carollo che per parlare della signora Giorgia Meloni sceglie il maschile quasi ritenesse che ai bambini vada insegnato che i ruoli di prestigio sono per maschi, non per donne che vanno bene solo per fare figli o per soddisfare i bisogni sessuali dei loro mariti:

Anche qui pare esserci molta confusione. Una persone viene qualificata come "omofoba" se esprime pensieri omofobi, magari elogiando chi pratica violenza su dei minorenni in nome del proprio disprezzo per il prossimo. Eppure lui cerca di sostenere che quelle definizioni andrebbero vietate perché lui die che tuto sarebbe imprecisato "pensiero". Chissà, di questo passo forse arriverà a dire che anche i preti pedofili stanno solo esercitando un loro "pensiero"...
Ed è altresì curioso tiri in ballo preghiere e religione per lamentarsi di come qualcuno ritenga "fascista" un governo che ha vietato il diritto di manifestazione e elegge come seconda carica della Repubblica un tizio che colleziona busti del duce.
Dal messaggio pare emergere anche la sua consueta faziosità. Se lui dice che i genitori dovrebbero godere di "libertà educativa" solo quando vogliono corrompere i figli all'omofobia, ora racconta che la "libertà di espressione" andrebbe garantita solo a chi definisce tali i reati dettati dall'odio, esattamente come fece la loro Giorgia Meloni in occasione della discussione del ddl Zan. Ed è fantastico sostenga che vada emulato ed elogiato un professore che pratica violenza ad uno studente per poi invocare la repressione del diritto a manifestare idee a lui sgradite.
Dai commenti emerge chiaramente come il pastore basi la sua propaganda politica su quel "noi contro loro" che fu alla base dell'intera propaganda nazifascista. Il suo scopo non è quello di creare benessere per qualcuno, ma è quello di incitare i suoi a mettersi gli uni contro gli altri:

E così a lamentarsi di chi manifesta contro l'ideologia della Meloni sono quelle stesse persone che dicevano andasse elogiato il professore che viola le regole al fine di violentare un minorenne nella sua identità, motivo per cui chi chiede diritti diventa il "violento" e chi pratica violenza e si oppone ai diritti altrui riceve la loro "massima stima".
Update 18.48: E per chi era in ansia, ecco arrivare fresco fresco il consueto post con cui il pastore è solito aizzare i suoi proseliti contro di noi ogni qualcosa osiamo esprimere una opinione critica nei confronti dei suoi incessanti attacchi e della sua propaganda di istigazione alla discriminazione:

Naturalmente il messaggio diventa un pretesto che porta i suoi proseliti a elogare chi discrimina. D'altronde se sono lì è solo perché lui si occupa di benedire nel none di Gesù ogni loro più perverso pregiudizio:

Se si commenta da solo il fatto che questi soggetti dichiarino di provare «massima stima» nei confronti di un professore che abusa del suo ruolo per discriminare gli studenti trans in sfregio alle regole e in palese violazione al principio della priorità educativa dei genitori (che peraltro è un loro cavallo di battaglia), al limite del tragicomico è come tentino di sostenere che serietà, rigore e disciplina vadano opposti al rispetto. Ma anche qui va forse capito che loro sono quelli che vedevano in Putin un eroe, elogiando come lui abbia cresciuto generazioni che in nome della "disciplina" non hanno remore ad uccidere e a stuprare bambine di 4 anni.
In questa logica si inizia a capire perché loro sembrerebbero provare piacere nel vedere che le loro parole feriscono, eccitandosi quando hanno un riscontro di come il loro agire possa suscitare orrore in chi difende le loro vittime:


Ma mentre loro ridono divertiti perché c'è chi trova osceno il loro esprimere stima nei confronti dell'aggressore e non della vittima, non rideranno di certo quei ragazzi che risultano vittima della loro campagna d'odio. Ed è per questo che ribadiamo il nostro ritenere inaccettabile molto pericoloso il fatto che il pastore usi il suo presunto ruolo "religioso" per incitare gli omofobi alla discriminazione. E ci spiace per loro, ma noi non ridiamo di chi viene discriminato o spinto al suicidio dalla propaganda di bassa lega di chi pretende di essere ritenuto "ariano" sulla base dei suoi pruriti sessuali.