L'ex senatore leghista Pillon promette assistenza legale gratuita ai professori che discriminano gli studenti trans


Ci risiamo. Ossessionato dal suo odio verso le persone trans e dal suo desiderio di essere ricordato come uni tra i più feroci persecutori di ragazzini lgbt, l'ex senatore leghista Simone Pillon ha elogiato la violenza con cui un professore transfobico di Roma si è rifiutato di accettare la carriera alias di uno studente e si è divertito a umiliarlo davanti ai compagni.
Pillon sostiene che quella forma di bullismo ai danni di un minorenne vada ritenuto un atto «coraggioso», spiegando che che lui prova ammirazione per chiunque si sia macchiato di crimini dettati dall'odio che lui si è impegnato a difendere attraverso la sua battaglia contro il ddl Zan. Citando i soliti "casi" ideologici strumentalizzati e mistificati dalla propaganda delle organizzazioni forzanoviste a lui vicine, si lancia anche in curiose teorie pseudo-scientifiche dicendo che Jacopo Coghe si inventa che la disforia di genere scomparirebbe con la maggiore età. O meglio, "guarirebbe" dato che lui cerca di spacciarla per una malattia mentale.
Si inventa poi che il rispetto sarebbe una forma di "abuso" contro il "diritto" ad essere costretti con la forza a fare ciò che dice lui, arrivando ad attaccare le "pratiche affermativa" in un implicito supporto a quelle fantomatiche "terapie riparative" che hanno spinto al suicidio innumerevoli adolescenti. Proponendoci come il ricco cinquantenne leghista che offre servizi gratuiti a chi molesta dei ragazzini, si offre anche di offrire assistenza legale gratuita a qualunque professore voglia discriminare i propri studenti trans:



E così Pillon ha importato dagli Stati Uniti la pratica di offrire soldi a chi discrimina, cercando di investire ingenti somme di denaro (provenienti da chissà quale finanziatore) che servano a cercare di mettere a rischio la dignità e la vita delle minoranze. Ed è probabile che anche lui, come gli evangelici statunitensi, cercherà di sostenere che il "cristianesimo" debba essere inteso come un lasciapassare ad ogni più perversa forma di odio e di violenza contro il prossimo.
E comunque, lo studente è maschio anche se Pillon pare divertirsi a definirlo al femminile e il suo nome non è di fantasia come quello delle suore che Pillon chiama con nomi diversi da quello di battesimo, ma è il nome che rappresenta l'identità di una persona. Che Pillon chieda che si neghi l'identità degli altri per soddisfare la brama di discriminazione di chi non vive la propria vita per cercare di danneggiare la vita altrui, è un qualcosa che si commenta da solo.
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