Pisa. Fratelli d'Italia boccia i progetti contro il bullismo. Provita Onlus attacca chi contesta la decisione


Provita Onlus sostiene che i reati dettati dall'odio debbano essere ritenuti una loro "libertà di espressione," ma poi cercano di spacciare per una inaccettabile "aggressione" ogni persona eserciti un diritto di critica alla loro ideologia.
Il loro nuovo "eroe" si chiama Francesco Niccolai ed è un esponente di Fratelli d'Italia che loro elogiano per essersi opposto al progetto contro bullismo, discriminazione e violenza di genere. Un tema molto vicino alle ideologie promosse da Provita Onlus, dato che l'organizzazione organizzò quel congresso di Verona patrocinato dalla Lega in cui invitarono anche preti ortodossi che chiedevano la depenalizzazione della violenza domestica sulle donne.

Il progetto, che avrebbe dovuto prevedere azioni nelle scuole per contrastare gli stereotipi di genere, è stato bocciato nel consiglio comunale di Pisa, con Francesco Niccolai che ha citato a memoria i peggiori slogan coniati dalle lobby omofobe: «Contro questi progetti ci troverete sempre contrari –ha detto durante la seduta– si tratta di indottrinamento e secondo la Costituzione l’educazione spetta solo e solamente alle famiglie».
Oltre trecento docenti delle scuole di Pisa e provincia e il comitato Genitori hanno così sottoscritto una lettera: «Come comunità educante pensiamo che sia un fatto gravissimo – scrivono - che contribuisce a rendere sempre più vulnerabili la scuola, gli studenti, gli insegnanti e che lede la libertà di insegnamento. In questo modo si attaccano saperi e competenze in tema di rispetto e di cultura della parità, insegnamenti cruciali per intervenire efficacemente in contrasto alla violenza e alla discriminazione: la nostra prima responsabilità educativa nei confronti di studenti e studentesse è curare il loro sviluppo come cittadini e cittadine consapevoli. La scelta del consiglio comunale nega di fatto il senso stesso del nostro lavoro».

Secondo Jacopo Coghe, quella lettera è da ritenersi un'inaccettabile esercizio della libertà di parola e di pensiero, motivo per cui sul sito della sua organizzazione scrive:

Francesco Niccolai, consigliere comunale di Fratelli d'Italia di Pisa, è stato vittima di un violento e vergognoso attacco mediatico per aver votato contro il finanziamento di un corso di educazione gender nelle scuole (azione 2 del bando 2022 della Regione Toscana). Un bando che, come denunciato dall’onorevole Maddalena Morgante sui social, dietro al tiolo “sostegno parità e cultura di genere” (fine dichiarato!) prevede espressamente una "Azione 2" che testualmente così recita: "Percorsi di diffusione della cultura di genere e della destrutturazione dello stereotipo di genere nelle scuole”.

Se fa quasi compassione il livello di mistificazione a cui sono ricorsi, è nell'intrevista rilasciata al sito dell'organizzazione forzanovista che il consigliere dice di aver subito un «linciaggio mediatico»:

«Sì, si è scatenato il pandemonio da parte di un esponente di Sinistra Italiana che ha fatto una sorta di manifesto digitale con la mia foto in cui mi rivolgo ad un consigliere di Rifondazione che non voleva farmi parlare e, a caratteri cubitali, sotto il mio viso è stata inserita la scritta “VERGOGNA!”. Sono stati creati anche tanti altri post e riportarli tutti è un’impresa».

Quindi lui si considera vittima perché gli hanno detto "vergogna"? Ma lo sa il signorino che il progetto da lui osteggiato avrebbe difeso studenti che ricevono vero insulti insulti e non lecite opinioni?
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