Porro ci rompe le palle pure a Natale, incultando la scienza e poaragonando i vaccini alla droga


Nicola Porro dedica il suo Natale ai negazionisti no-vax, dicendosi furioso verso chi ha evitato milioni di morti con regole di buonsenso. Ed ovviamente si dice felice che con la sua Giorgia abbiamo gli ospedali pieni, ma nessuno ci parla dei morti perché poi lui non potrebbe brindare a chi è stato uccido dai no-vax che lui ha spinto a non vaccinarsi:



Usando parolacce perché i sa che lui si rivolge ad un pubblico molto ignorante, non se la prende con il virus ma con i viro9logi. Dice che chi dice la verità è un "rompipalle" e che lui schifa chi la racconta ai cittadini al posto di lasciarli morire nell'ignoranza come ai bei tempi delle pesti raccontate da Manzoni.

E così il suo Max Del Papa scrive:

Per due Natali siamo andati così. Con certi loschi figuri, promossi a virustar, che regolavano cenoni e raduni con fanatico impeto statalista: come mangiare, cosa mangiare, come vestire, come distanziare, aerare, augurare, aprite le finestre al nuovo gelo, e soprattutto bucatevi, bucatevi, bucatevi.
Il bucato di Natale. Il Pregliasco, che mi hai dato tu, più fa fiasco, e più ne vuol di più. Ci volevano sigillati in casa. Senza aprire ai non sierati. Senza parlarci e senza baci sotto il vischio, anche se ormai si è estinto prima dei ghiacciai. Senza regali, “che sono focolai” (pure queste bestialità ci toccò sentire). Senza mangiare vicini: un commensale, un tavolino, come all’osteria. Senza effusioni. Tra moglie e marito, non metterci un candito. Al posto del salmone, infilaci un tampone. Nella televisione, un bombardamento da ufficio facce (chi ricorda Beppe Viola ed Enzo Jannacci, sa di cosa parlo): da Burioni, da Galli, da Pregliasco, da Lopalco, da Capua, da Viola, da Abrignani, da Ricciardi, da Rezza e da…

Insomma, siamo alla mistificazione. Ma dato che loro devono aizzare i violenti a sentirsi legittimati nel loro egoismo, dice che la tutela della nostra salute sia unoffesa ai prepotenti:

Due Natali e tre Pasque così, e siamo diventati sudditi. Frigidi. Incapaci di tornare alla normalità di prima. Di tanta libertà natalizia, si fa per dire, non sappiamo che fare. Ce l’hanno fatta, e ce l’hanno fatta – è il caso di dirlo – sotto il naso, anzi sopra. Adesso dobbiamo ricominciare tutto da capo, a vivere, a festeggiare questo straccio di Natale che rimane e già ti azzannano: se non per il Covid, almeno per l’influenza, per la sifilide, per la rogna ma almeno un buco fattelo, vaccìnati, drògati. Che abbiamo un miliardo di dosi da smaltire ancora. Che non bastano i centenari e neanche i feti. Che se no il presidente quadridosato e quadrinfettato ci rimane male (vedrete che nel pistolotto di fine anno non rinuncerà alla solita propaganda…).

Il fatto che paragonino i vaccini alla droga e dicano stronzate a raffica pare farci comprendere il livello del loro disagio e l'intento criminale della loro propaganda incentrata sulla mistificazione. E partono gli insulti ai vaccinati:

C’è già qualche coglione che esulta: io sono alla quinta! Restano i disperati in giro con la mascherina, alla cinese. Il Tg1, sempre in prima linea, è arrivato a criticare la Cina che allenta le restrizioni dittatoriali sotto le proteste di un miliardo e mezzo di schiavi, a conferma che il regime sanitario non muore, passa come una staffetta da sinistra a destra ma resta, al limite lo congelano ma è lì, pronto a tornar fuori alla prossima ragion politica spacciata per esigenza sociale. Siamo come i carcerati che escono dopo 40 anni, come i deportati in un certo modo: non sappiamo bene come muoverci, tutto ci pare diverso, nutriamo latenti sensi di colpa, e se poi tossisco e infetto il nonno? E se quel malessere potevo curarlo meglio, con una raffica di shot? Ci hanno instillato il senso del pericolo e il senso di colpa, la ragione dice una cosa ma l’istinto ormai tira altrove.

Ovviamente se la prende anche con i preti che non mettono a repentaglio la salute dei fedeli solo per fare felice chi vorrebbe contribuire a far morire gli altri:

Anche in chiesa resistono i preti oltranzisti che negano il segno di pace fisico e l’acqua benedetta; il clero in questa temperie ha dato il peggio da ottant’anni, ha rinnegato Cristo peggio di Giuda, ha sposato i trenta sicli, o disaggi, come voleva il regime. Che sensazione di leggera follia: abbiamo vissuto, celebrato per anni, una guerra, come in un incubo, ridotti a zombie e adesso, che abbiamo conferma di come tutto fosse inutile, una parte di noi si rifiuta di crederci: ma allora mi avete preso per il culo tutta la vita, come esclamava Fantozzi, disperato.

Ci piacerebbe capire dove loro avrebbero deciso che i vaccini siano stati "Inutili" dato che è solo grazie ai vaccini se le terapie intensive hanno retto la pressione. Ma loro insistono nella loro teorica imbarazzante:

Ecco perché non siamo tranquilli neanche quest’anno. Sappiamo che questa normalità è fragile come vetro, può rivelarsi un miraggio, una crudele presa in giro. Ancora temiamo di sentire un colpo che non è il tappo dello spumante che salta, ma un asettico bussarci alla porta.

Ogni commento pèare superfluo.
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