Provita Onlus potrebbe dirci chi avrebbe «ufficialmente» deciso che Sanremo «sia il festival dell'oscenità, della perversione e del gender»?


La curiosa tesi di Jacopo Coghe è che basterebbe ripetere delle teorie opinabili per poter sostenere che quelle teorie debbano essere ritenute «ufficiali». E lui avrebbe deciso che vada ufficialmente detto che Sanremo sarebbe «il festival dell'oscenità, della perversione, del gender e dell'omologazione al pensiero unico».
Non sappiamo quale festival abbia visto il signor Coghe per sostenere quelle cose, così come non è chiaro a cosa si riferisca nel parlare di «pensiero unico» dato che Salvini minaccia punizioni contro chiunque abbia sostenuto idee sgradite alla sua propaganda. E forse anche capire se davvero è da ritenersi più «osceno» un bacio tra due uomini o un organizzazione forzanovista che fa soldi sull'istigazione all'odio. Fatto sta che il signor Coghe scrive:



Premesso che il canone non lo paga solo lui, ma anche le vittime della sua propaganda a cui lui vorrebbe imporre programmi omofobi che impongano il suo pensiero unico, glia andrebbe fatto notare che il Festival è pagato dagli sponsor e non dal canone. Se poi lui vorrà togliere il canone, al massimo non ci saranno più soldi per la sua amata messa domenicale o per gli interventi di Orsini.

Tra i commenti, la loro disonestà intellettuale emerge chiaramente nell'inventarsi che la mancata promozione di odio contro i figli gay degli eterosessuali finirebbe con il distruggere la "famiglia" di destra, peraltro inventandosi che l'identità di genere avrebbe un qualcosa a che fare con il sesso biologico in quella loro abitudine a falsificare i dati per darsi ragione da soli:



Ovviamente Provita Onlus cerca di far leva sull'omofobia come strumento propagandistico con cui sostenere le rivendicazioni dei populisti, rilanciando una proposta che Salvini sostiene dal 2013 anche dopo che il direttore del Tg2 è stato ricompensato con un incarico da ministro per i servigi offerti al loro partito:



La privatizzazione servirebbe unicamente a garantire che pochi ricchi abbiano il totale controllo dell'informazione, un po' come quegli Angelucci che hanno acquistato la quasi totalità die giornali di destra per garantire che tutti dicano quello che decidono loro.
E se la Spagna non deve sostenere i costi di Rai Vaticano, immancabile è il loro sostenere che Orban vada visto come un fato da emulare in quanto estremista che costruisce muri contro i migranti dopo essere andato a messa.
Commenti