Provita Onlus scende in piazza contro i diritti dei bambini


Jacopo Coghe annuncia che la sua organizzazione forzanovista, ispirata al "cristianesimo" secondo Putin, scenderà in piazza a manifestare contro i diritti dei bambini.
Presumibilmente eccitato davanti ad una Giorgia Meloni che sta rendendo orfani i figli delle famiglie gay mentre continua a trascrivere gli atti di nascita dei bambini concepiti mediante GpA da coppie eterosessuali, è precisano che la loro azione è principalmente contro i gay che annuncia questa porcheria:



Coghe ama sostenere che i figli spettino solo agli eterosessuali, indipendentemente dal numero di mogli che hanno collezionato o da come trattano i figli. Partendo da quelle basi, cerca di sostenere che i figli die gay non andrebbero ritenuti tali e che lui vuole punire loro loro famiglie attraverso atti che mirano a privare i bambini dalle loro tutele.

Inneggiando ad un Piantedosi che tanto si sta adoperando per colpire le famiglie gay, scrivono:

Le trascrizioni anagrafiche dei “figli” di coppie gay legittimano l’eliminazione a tavolino della madre o del padre e soprattutto legittimano la pratica aberrante e disumana dell’utero in affitto. Alcuni sindaci sovversivi hanno deciso di non sottostare alle indicazioni del Ministro Piantedosi di interrompere le trascrizioni e si sono dati appuntamento a Torino venerdì 12 maggio.

Ovviamente diffamano anche i sindaci che tutelano i bambini, vomitando odio contro la rete nazionale antidiscriminazioni:

Alcuni di loro, invece - tra questi Roberto Gualtieri (Roma), Beppe Sala (Milano), Gaetano Manfredi (Napoli), Stefano Lo Russo (Torino), Matteo Lepore (Bologna), Dario Nardella (Firenze) e Antonio Decaro (Bari) - vorrebbero spalancare le porte ad una pratica illegale come l’utero in affitto e accogliere, nella loro assemblea di Torino, le richieste ideologiche degli enti locali iscritti alle rete RE.A.DY, ovvero una realtà che propone le adozioni per coppie dello stesso sesso, l’utero in affitto, la carriera alias e i progetti gender nelle scuole di tutta Italia.

A dirlo è Jacopo Coghe, ossia un tale che diceva che Putin rappresentasse un esempio a cui ispirarsi.
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