Pillon tesse le sue lodi ai commenti sessisti


L'ex senatore leghista Simone Pillon milita in un partito che rappresentava le donne come bambole gonfiabili, risultando tra gli organizzatori di un convegno a cui fu invitato anche un prete ortodosse che sosteneva che un uomo non può essere un vero uomo se lo stato gli impedisce di poter impunemente picchiare la moglie.
In tale contesto, si comprende perché difenda i commenti sessisti di due inviati di Sky, sostenendo sia ingiusto che abbiano avuto conseguenze per i commenti volgar che hanno riservato al sedere di una passante:



Chissà se le definirebbe «garbato apprezzamento» se quelle parole fossero state rivolte a sua madre. E dato che ad alcune donna piace essere chiamate "tr*ie" durante il sesso, dovremmo dedurne che per strada dovrebbe essere legittimo usare quello stesso epiteto verso sua moglie perché a qualche ragazza andrebbe bene?
Più grave è il suo sostenere che l'uomo non sarebbe uomo se non facesse commenti volgari e molestie sessuali, motivo per cui si inventa che criticare la violenza significherebbe mettere le donne contro l'uomo.

Visto che a Pillon piace offrire lezioni di bullismo con cui cercare di corrompere i minori alla sua ideologia, pare divertirsi come una ragazzina adolescente nello sfottere il sessismo e le sue vittime (tra cui Giulia Tramontano) trovando divertente scrivere "shessisshmoh" mentre dice che il "vero sessismo" sarebbe il contrasto al sessiamo. Perché la donna deve tacere se il maschio la insulta. E chissà, magari deve stare zitta anche se il maschio la uccide a coltellate...
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