Provita Onlus, tra schedature, intimidazioni e attacchi alle diocesi per chiedere un'Italia omofoba che piaccia a Mosca


Oltre ad una incessante attività di promozione dell'omofobia e varie campagne contro i diritti umani, l'organizzazione forzanovista Provita Onlus conduce anche una deprecabile attività di intimidazione. E così, il gruppo di integralisti starebbe schedando qualunque insegnante di scuola pubblica osi promuovere tolleranza, spesso attivando campagne diffamatorie e mal bombing contro i docenti che osano trattare argomenti a loro sgraditi. La denuncia è di Franco Grillini:



Oltre a dettar legge sulle decisioni di Regione Lazio in virtù dei loro legami politici con il presidente pregiudicato per spaccio, il gruppo di estrema destra chiarisce che nell'Italia di Giorgia Meloni deve essere ritenuto illegale avere opinioni divergenti dalle loro in tema di GpA, matrimonio egualitario e tutela degli studenti transgender. Sempre sventolando la tuffa "gender" quale evergreen usato dai gruppi di estrema destra per legittimare ogni loro più violenta discriminazione, scrivono:



Neppure le diocesi vengono risparmiate. Dopo il loro attacco alle veglie contro i reati d'odio, incitano i loro proseliti ad attaccare anche la Diocesi di Milano sulla base della loro solita truffa "gender":



L'organizzazione vicina a Mosca dichiara che a loro non sta bene che si possa pregare per le vittime delle sue campagne d'odio. Con toni pruriginosi chi vuole scimmiottare i complottisti che tanto piacciono alle destre, è in un comunicato stampa che scrivono:

«L’ideologia gender dentro un luogo di culto cattolico - ovvero Santa Maria della Passione a Milano - avallando espressamente termini come “uomini, donne e persone non binarie”, “popolo queer” e “trasformazione dei corpi”. E’ l’evento choc che si è tenuto a Milano lo scorso 26 maggio, una Veglia contro l’omotransfobia della quale Pro Vita & Famiglia è entrata in possesso del libretto della liturgia e di alcuni video che provano come dentro una chiesa cattolica si sia fatto riferimento a teorie antiscientifiche e contrarie al Magistero e alla Dottrina della Chiesa Cattolica. Ci rammarica che l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, tramite il suo vicario episcopale, abbia risposto alle nostre segnalazioni prima dell’evento ritenendo “eccessivo e sovrastimato l’allarme”. Ebbene, le preoccupazioni e gli allarmi dei nostri sostenitori si sono rivelati fondati. Come fa una chiesa cattolica a ospitare un evento che, pur pregando comprensibilmente contro ogni discriminazione, avalla teorie che la Chiesa rifiuta e che non hanno base scientifica? Inoltre, come se non bastasse, quando sono stati elencati alcuni casi di omotransfobia, è stato citato quello di una suora che aveva espresso la propria indignazione a due ragazze che si stavano baciando per uno shooting fotografico. Vergognoso che questo episodio sia stato accostato a casi di grave discriminazione. Ci saremmo aspettati, dopo questa iniziativa, una presa di posizione netta da parte della Diocesi, in linea con le numerose pronunce di Papa Francesco contro l’ideologia gender definita come “una delle colonizzazioni ideologiche più pericolose” e come “uno sbaglio della mente umana”». La denuncia di Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia onlus.

Il testo è a firma di Toni Brandi, ossia quel signore che faceva soldi vendendo una tessera che garantiva sconti sulle prostitute di Praga agli studenti e che compare nei video di propaganda omofobi russi mentre benedice il pranzo di Roberto Fiore.
Brandi sostiene persino che una suora abbia il diritto di molestare due persone che si baciano, urlando che per lui è inaccettabile che la loro omofobia non possa portarsi a sentirsi legittimati ad aggredire le persone per strada.

Risultando quasi comici, dicono che loro si sentirebbero nel giusto perché glielo dice l'ex senatore Carlo Giovanardi, ossia quel politico che ha dedicato all'omofobia gran parte della sua redditizia carriera a spese degli italiani:



Di mistificazione in mistificazione, dicono che il loro amatissimo leghista Fontana avrebbe negato il suo patrocinio al Milano Pride (come peraltro avviene ogni anno) per dare ragione al loro dire che i gay andrebbero accostato a quello che i gruppi neofascisti chimono "utero in affitto".



Se già era falso il loro giurare su Gesù, Giuseppone e Maria che nel manifesto del Roma Pride si chiedesse la legalizzazione di quello che loro chiamano "utero in affitto", davvero indecente p che attribuiscano il documento di Roma ia Milanesi al solo fine di incitare i loro finanziatori ad un cieco odio verso interi gruppi sociali. nel loro comunicato stampa, scrivono:

Una decisione che arriva dopo il ritiro del patrocinio della Regione Lazio per lo stesso evento di Roma e che conferma come ci sia la buona e chiara volontà politica e istituzionale di non avallare in nessun modo le istanze e le richieste ideologiche del mondo Lgbtqia+. Giusto, infatti, lottare per ogni forma di discriminazione e disuguaglianza, ma il pieno rispetto della dignità umana e per una società più giusta, equa ed inclusiva non passa da eventi che pubblicizzano e vogliono legittimare e legalizzare pratica aberranti e concetti anti-scientifici come l’identità di genere, l’utero in affitto, l’adozione per coppie omosessuali, il gender nelle scuole di ogni ordine e grado, la Carriera Alias o le trascrizioni anagrafiche per “figli” di coppie gay.

Insomma, continuano a ripetere i soliti slogan dicendo che la Meloni e Salvini devono garantire odio, assicurare la tortura psicologica agli stenti a loro sgraditi, sostenere che il matrimonio sia un privilegio da riservare unicamente chi fa sesso con chi dicono loro e via discorrendo. Insomma, si tratta di persone che dedicano la loro esistenza a cercare di fare del male agli altri, anche se sinceramente pare preferibile essere loro vittime che loro complici.
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